Garlasco, sulla Casa di comunità l’Asst cambia ditta

A Garlasco la “Casa di comunità” è ancora un cantiere che respira piano, troppo piano. Ventisei mesi dopo la firma del contratto (era il 29 settembre 2023, sembra ieri e invece è passato un mondo) i lavori hanno raggiunto appena il 19%. Un ritmo che non basta più, perché i fondi del Pnrr non hanno pazienza: o si finisce entro marzo 2026, oppure si perdono i finanziamenti europei.

infermieri di famiglia Garlasco - Molinari
Il sindaco Molinari

NUOVA DITTA La situazione è diventata talmente ingarbugliata che Asst Pavia, nei giorni scorsi, ha deciso di cambiare cavallo in corsa. La “Le.Il. Costruzioni” di Partinico, l’impresa che si era aggiudicata l’appalto, è stata sollevata dall’incarico dopo un confronto definito “costruttivo”, ma che di fatto ha certificato il ritardo ormai ingestibile del cantiere di via Borgo San Siro. Una serie di intoppi, rallentamenti e sovrapposizioni di lavori in altri cantieri dell’azienda sanitaria hanno finito per trascinare l’opera in una sabbia mobile burocratica e operativa. Al suo posto subentrerà un’altra ditta, individuata secondo le normative vigenti, che ha garantito di poter rispettare le scadenze serrate imposte dal Pnrr. Una promessa che suona come un patto d’onore, perché qui non si parla solo di mattoni: in quel complesso dovrebbero trovare casa gli ambulatori specialistici, gli spazi dedicati ai pazienti fragili, e un pezzo di sanità territoriale che la città attende da anni, difeso a lungo nelle battaglie politiche per mantenere i servizi sul posto.

Il sindaco Simone Molinari prova a vedere il bicchiere mezzo pieno. Parla con ottimismo, convinto che con la nuova impresa «ce la faremo», come un capitano che invita l’equipaggio a guardare oltre la tempesta.

TANTI DUBBI Ma tra i banchi dell’opposizione e nelle parole di alcuni cittadini si sente l’eco di un dubbio: davvero questa volta si riuscirà a correre abbastanza? Il cantiere mostra recinzioni, terreno smosso, qualche macchinario immobile sotto il sole tiepido. Una promessa in sospeso. Una struttura che, sulla carta, avrebbe dovuto essere già più vicina al traguardo, e che invece resta un’idea incompiuta, quasi un miraggio ai margini della città. Già in apertura dei lavori nel novembre dello scorso anno, in seguito alla demolizione del vecchio edificio ex Astro, la ditta originariamente incaricata da Asst Pavia si era accorta di una trave in comune con l’edificio privato vicino. Per questo motivo tutto si era fermato in attesa di una soluzione. I lavori, dopo un mese e mezzo di stop, avevano ripreso a dicembre 2024.

ULTIMO STOP Poi, nella primavera di quest’anno, un’altra lunga sosta dovuta alle festività pasquali e ai ponti del 25 aprile e del 1° maggio. Ora la corsa ricomincia da zero. Servirà ritmo, costanza e una buona dose di determinazione. Perché il 31 marzo 2026 sembra ancora un punto luminoso sull’orizzonte. Quando i lavori arrancano, il tempo corre molto più veloce di chi li deve portare a termine.

Davide Zardo

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