Garlasco, tensioni nella maggioranza sulla vendita della farmacia comunale

Tensioni in maggioranza a Garlasco. Durante l’ultimo seduta consiliare, martedì 10 marzo, la proposta di vendita della farmacia comunale ha causato un’accesa discussione all’interno della coalizione di centrodestra.

PARERI DISCORDI Motivo del contendere, il fatto che i due rappresentanti della Lega non fossero stati consultati preventivamente dal resto del gruppo, in modo da essere preparati in tempo utile a decidere sulla votazione. Questo secondo quanto dichiarato dal capogruppo di maggioranza, Mauro Pasini, in forza al Carroccio. Da qui la richiesta dell’altro esponente leghista, l’assessore Isabella Panzarasa, di sospendere la seduta per qualche minuto per una breve consultazione all’interno della coalizione. Minuti che alla fine sono diventati circa mezz’ora, con un acceso scambio di vedute tra gli esponenti del centrodestra. Al ritorno in aula, Panzarasa e Pasini si sono astenuti, e l’alienazione della farmacia di corso Cavour è passata col voto di una maggioranza, se non proprio traballante, almeno poco compatta. Sul piatto una base d’asta dal valore di 1 milione e 684mila euro, per una struttura che fattura un giro d’affari da 1 milione ogni anno.

L’OPPOSIZIONE «È una scelta sbagliata, — dichiara il consigliere di minoranza Enzo Rossato — di solito si decide di alienare un bene comunale quando non rende abbastanza. Qui invece si vuole vendere una realtà che funziona. Perché? Ho invitato i consiglieri di maggioranza a non votare a favore della vendita, e due di loro si sono astenuti. Evidentemente c’è un problema di natura politica. Ho proposto al sindaco un referendum popolare da affiancare a quello sulla riforma giudiziaria, per capire come la pensano i cittadini sulla questione, e lui mi ha risposto che la cosa non è fattibile, e che ho le idee un po’ confuse. Ma siamo sicuri che sia proprio io quello confuso?». Anche l’opposizione di “Garlasco civica” è scettica: «Secondo me — commenta il capogruppo Mario Spialtini — questa maggioranza non è all’altezza. Li ho supplicati di fermarsi finché fossero stati in tempo, prima di fare qualcosa di irreparabile. Se si è arrivati ad avere come unica soluzione la vendita, senza altre possibilità da prendere in esame, significa che questa è una supplica, insomma la toppa è peggio del buco.

I primi a votare contro dovevano essere proprio i rappresentanti della maggioranza, che infatti hanno avuto un’accesa discussione.

FEBBRE Il sindaco Simone Molinari conferma: «È vero, abbiamo avuto due astensioni in coalizione, la Lega aveva dei dubbi sulla perizia di valutazione della struttura e ha obiettato che ci sarebbe voluto più tempo per esaminare la documentazione. Adesso, se l’asta dovesse andare deserta, dovremmo ripetere la procedura con un prezzo di base ribassato». A salire, invece, è la febbre politica, che in maggioranza potrebbe causare un vero e proprio collasso.

Davide Zardo

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