Restituire alla Lomellina una voce agrituristica unitaria. È l’obiettivo del marchio “Lomellina terra di riso”, che raggruppa sette aziende di uno dei territori più rilevanti d’Europa nella produzione risicola: Cascina Alberona, Cascina Mora Bassa, Cascina Bosco Fornasara, Marta Sempio riso, Azienda agricola Zerbi, Azienda agricola Massino e Azienda agricola Santa Maria si presentano unite per restituire valore alla biodiversità del territorio e rappresentare, attraverso il marchio, una precisa idea di filiera.
PRODOTTO DI VALORE «Se a livello globale il riso è spesso una commodity, ovvero una materia prima intercambiabile e di qualità uniforme — ha sottolineato il presidente dell’associazione, Luigi Ferraris, sabato 11 aprile nella presentazione in San Rocco a Lomello — in Italia (primo produttore europeo con oltre il 50% della produzione Ue e in particolare in Lomellina, dove si concentra circa il 30% del riso nazionale) diventa un prodotto di valore.
Non competiamo sulla quantità ma su qualità certificata e biodiversità varietale: qui il valore nasce dall’incontro tra cultivar di eccellenza, pratiche agricole attente e una forte identità territoriale, tutti elementi che il mercato e il consumatore oggi sono sempre più in grado di riconoscere.
LINEE GUIDA Sono cinque le linee guida della produzione: la definizione della Lomellina come zona di origine; l’adozione dell’agricoltura rigenerativa come metodo di riferimento e quindi l’applicazione di pratiche colturali e ambientali orientate alla tutela del suolo e della biodiversità, come lavorazioni ridotte, cover crops, rotazioni quinquennali, sommersione invernale e mantenimento delle stoppie; l’assunzione di criteri di sostenibilità sociale, dal rispetto delle norme sul lavoro alla valorizzazione delle fattorie didattiche; la centralizzazione della trasformazione presso l’azienda Ferraris Luigi di Cascina Alberona, dove il riso viene lavorato secondo un ciclo controllato e standardizzato, che mira a garantire un prodotto finale di qualità superiore, tracciabile e omogeneo, con una percentuale di chicchi rotti inferiore all’1%.
MARCHIO “OMBRELLO” «In agricoltura – continua Ferraris – la semina richiede tempo per trasformarsi in raccolto. Lomellina Terra di Riso nasce da un’idea condivisa che oggi prende forma come marchio “ombrello” e che ci auguriamo possa diventare un riferimento per il territorio coinvolgendo altre aziende (quasi mille sul territorio): in una realtà ampia e frammentata come quella Lomellina, fare rete è il modo per dare riconoscibilità, visione comune e attrattività territoriale ad una pluralità che altrimenti rimarrebbe senza voce. Perché la Lomellina è terra di risi, non di riso: ed è proprio questa molteplicità a definirne l’unicità». La prima selezione del marchio collettivo riunisce sette varietà rappresentative: il Carnaroli nelle sue quattro declinazioni (classico, biologico, generico e semilavorato) il Vialone Nano classico e le varietà storiche e recuperate Rosa Marchetti e Lomello, con la prospettiva di accogliere progressivamente altre varietà coltivate in Lomellina, da Apollo a Iarim, da Ermes a Risrus, fino a Venere e Penelope.
Davide Zardo


