La stazione ferroviaria di Mede torna al centro dell’attenzione politica, con due mozioni che il presidente del consiglio comunale Simone Annibale Ferraris e il gruppo di minoranza “In Comune per cambiare Mede” presenteranno nell’assemblea convocata per questa sera, venerdì 28 novembre.
IL SINDACO Tutto nasce da una comunicazione diffusa nei giorni scorsi dal sindaco Giorgio Guardamagna: «Rfi ha disposto che il 20 novembre le si riconsegni la stazione ferroviaria, terminato il periodo di comodato che ci era stato concesso. Le nostre proposte per poterne fruire ancora con un rinnovo della convenzione non sono state accettate. La strategia aziendale Rfi prevede la progressiva chiusura delle stazioni considerato che gli episodi di vandalismo che le interessano sono quotidiani e che non è possibile ripristinare gli ingenti danni continuamente causati. Lo scorso lunedì sono stati rinvenuti all’interno della sala d’attesa sacchi di immondizia, per cui si è provveduto alla chiusura degli spazi per evitare di riconsegnare gli ambienti ingombri di spazzatura. Quanto descritto genera dispiacere, oltre che nella cittadinanza, comprensibilmente anche nell’amministrazione che per anni ha scongiurato la chiusura dell’immobile e che, seppur con le limitate risorse disponibili, ha investito quanto possibile per evitarne il decadimento. Ci si è adeguati ad una scelta, non condivisa, ma che non attiene alla discrezionalità del Comune, bensì all’ente proprietario dell’immobile, con cui stiamo trattando il mantenimento della fruibilità del parcheggio».
LA REPLICA Ma la minoranza non ci sta. «Nel bilancio 2025 — ricorda Antonella Bertarello, capogruppo di “In Comune per cambiarre Mede” — sono già previsti fondi per interventi sull’immobile: segno che la volontà di conservarlo e renderlo più dignitoso c’è, ed è stata messa nero su bianco. Non solo. RfI, da anni, porta avanti un programma di riuso sociale delle stazioni impresenziate, concedendole in comodato d’uso gratuito a enti e associazioni capaci di trasformarle in luoghi vivi: biblioteche, centri culturali, sportelli sociali, spazi per il volontariato. Sul sito dedicato, RfI elenca criteri, condizioni e progetti virtuosi già realizzati altrove: esempi che proponiamo di guardare con attenzione, come semi da cui far germogliare qualcosa anche qui. Per questo, l’assemblea ha impegnato il sindaco a tre passaggi chiave: 1) riaprire la trattativa con Rfi, nel solco delle condizioni previste per l’uso della sala d’aspetto, dei servizi e del parcheggio, puntando alla firma di una convenzione in comodato gratuito; 2) garantire apertura, chiusura e sorveglianza quotidiana degli spazi, affinché restino fruibili e sicuri; 3) presentare un progetto strutturato, capace di convincere Rfi a concedere addirittura l’intero immobile: un progetto sociale, culturale, associativo, che restituisca alla stazione un’anima nuova e condivisa».
NON RASSEGNARSI Parole che cercano di tenere stretta la città, di non lasciarla scivolare verso una lenta perdita di servizi che, pezzo dopo pezzo, impoverisce la vita quotidiana. Un invito a non rassegnarsi, a trasformare ciò che rischia di chiudere in un’opportunità di rinascita. Perché la sala d’aspetto e il parcheggio sono più che semplici spazi: sono una piccola ancora per chi, ogni giorno, si mette in viaggio all’alba o rientra la sera. Un luogo di sosta, di attesa: anche quell’attesa un po’ sospesa che appartiene alle stazioni, dove passa il mondo e ognuno resta, per un momento, in bilico tra un “prima” e un “dopo”.
Davide Zardo


