Sviluppare e applicare biostimolanti e biopesticidi a base di microrganismi benefici, per rendere l’agricoltura più sostenibile, efficiente e resistente ai cambiamenti climatici. È l’obiettivo del progetto al quale stanno lavorando Edoardo Puglisi, docente di microbiologia agraria all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Maria Elena Antinori, ricercatrice e responsabile dell’area microbiologica della start-up Isa, e il consorzio agrario Terrepadane.
L’incontro tenutosi questa mattina a Villa sant’Espedito, a Mortara ha dimostrato come finora siano stati isolati oltre 400 microrganismi potenzialmente benefici, prelevati da «campioni di suolo, radici, foglie e granella di riso – spiega Edoardo Puglisi – quello che abbiamo fatto è verificare che quando la pianta subisce stress idrico o biotico, chiama dall’interno il microrganismo. Questo è un meccanismo scientifico ben conosciuto e assolutamente consolidato. Grazie alla bioprotezione, i batteri benefici (come i Bacillus) agiscono come scudo naturale contro i patogeni esterni. Abbiamo terminato la raccolta di diverse centinaia di batteri. Il tema è quello di scegliere i migliori per aiutare le piante a soffrire meno».
L’obiettivo è ricorrere a questa tecnica di isolamento di microrganismi per ridurre lo stress idrico delle colture e, allo stesso tempo, ridurre l’uso massiccio e prolungato di concimi chimici e pesticidi:
dal mio punto di vista, probabilmente è impossibile totalmente sostituire i chimici, ma ci è possibile ridurli ampiamente: del 20-30%, anche 50%, e quindi la strategia è quella di integrare i classici chimici con attività microbiologiche.
Dei 400 microrganismi molti sono stati testati in laboratorio per valutarne la capacità di «fissare l’azoto – racconta la ricercatrice Maria Elena Antinori – solubilizzare il fosforo, produrre fitormoni e contrastare la crescita dei funghi patogeni. I candidati più promettenti saranno ora sperimentati prima in sistemi modello con la pianta e poi in campo. L’obiettivo di questo percorso di scale-up è arrivare al lancio del prodotto sul mercato dopo la stagione 2027».
Edoardo Varese

