A Mortara la mortalità rispetto all’anno scorso è aumentata del 283.3%, ma neppure il sindaco Marco Facchinotti è a conoscenza del numero di tamponi effettuati in città. I contagiati ufficialmente censiti sono 120, in termini assoluti il quarto comune in Provincia, ma con una prevalenza ovvero il rapporto casi-popolazione ogni mille abitanti di 7.8, che indicherebbe una minore esposizione al virus rispetto a molti altri centri lomellini, anche se in assenza di informazioni sui tamponi è impossibile avere il quadro dell’epidemia nel territorio municipale. Nell’intervallo preso in esame da Istat, 1 marzo – 4 aprile, un anno fa erano morte 18 persone, quest’anno sono 69, di cui 26 uomini (+420%, erano 5 nel 2019) e 43 donne (+230.8%, 13), il 92.8% sono over65 ed erano l’88.9%. Tra le diverse case di riposo presenti nel territorio comunale, la Cgil Funzione Pubblica ha contato 22 decessi su 60 ospiti presso la “Alceste Cortellona” (dato 10-04), pari al 36.7% degli ospiti; non tutte le morti sono ascrivibili al Covid-19, perché non tutti i pazienti sono stati sottoposti a tampone.

CAUTO OTTIMISMO Il periodo peggiore del Covid-19 sembra essere passato anche nella città del salame d’oca, con viaggi 118 per Coronavirus in calo, avviandoci verso la “fase 2” con la ripartenza che, con diversi step, porterà alla riapertura, nelle prossime settimane, delle attività economiche. Ma si teme una ricaduta nei mesi autunnali. «La situazione è sicuramente migliorata – esordisce Marco Facchinotti, sindaco di Mortara – ma non è il caso di abbassare la guardia».
QUADRO INCOMPLETO Il numero dei contagiati rappresenta solo in parte la situazione reale, come in ogni città. Infatti le persone sottoposte a tampone sono ridotte rispetto alle esigenze del territorio. Chi è in cura con sintomi ridotti e si trova in quarantena a casa, in genere, non viene sottoposto ad accertamento diagnostico, una scelta che porta ad avere una fotografia della situazione sottovalutata. «I positivi – svela Marco Facchinotti – si distribuiscono sull’intero territorio comunale. Per quanto riguarda le Rsa (case di riposo), pur non conoscendo le varie situazioni, è chiaro che il virus ha colpito in modo devastante, malgrado le misure di protezione e di sicurezza. Difese immunitarie basse degli ospiti e quindi facilmente aggredibili e non essendoci ancora una vera e propria cura specifica ha comportato diversi decessi. Certo non tutti per Coronavirus, ma anche per complicanze polmonari e altre patologie che sono letali negli anziani». Ma una vera e propria fotografia della situazione non c’è.

Come sindaco non sono informato del numero di tamponi a cui sono sottoposti i residenti in città. Ai sindaci arrivano solo i nomi dei positivi e le persone in quarantena. Informazioni che servono per il controllo del rispetto delle regole di isolamento e di non movimentazione
«Sono convinto che i morti sono stati più sul territorio rispetto agli anziani ospiti delle tre case di riposo (Cortellona, Dellacà e Fondazione Marzotto), dato complessivo che emerge decisamente pesante». Fra i guariti proprio lo stesso primo cittadino, che dalla settimana scorsa ha ripreso la sua attività dopo la malattia e la quarantena a casa.
Gds, Gg


