Mortara, l’ordinanza anti bivacchi “spacca“ la città

Inizia l’estate, i locali del centro si riempiono di giovani che parlano di vacanze, di cosa vorranno fare in questi mesi ma si confrontano anche sull’ordinanza anti bivacchi in vigore dal 28 giugno, che prevede lo stop alla vendita per asporto di bevande alcoliche refrigerate e il divieto di vendita serale degli alcolici nei negozi.

GIOVANI CONTRARI Un provvedimento che fa discutere: «Non è questa la soluzione per contrastare il degrado – afferma Marco Fiocchi, 20 anni, che da un anno lavora come elettricista in città – il consumare bevande alcoliche senza esagerare non fa di noi ragazzi dei delinquenti, anzi è un provvedimento che dal mio punto di vista limita la libertà di divertirsi in compagnia. Senza contare che non impedirà di bivaccare a chi vorrà farlo: paradossalmente basterà acquistare qualche bottiglia di birra nel primo pomeriggio, portarla a casa e poi uscire di sera. È abbastanza semplice eludere i controlli nel caso». Marco è insieme alla sua ragazza Giulia Pizzocarro, lei di anni ne ha 21 e tra qualche settimana andrà in Sicilia per lavorare come animatrice estiva. Lei chiede più sicurezza, ma non

così – spiega – è un divieto che rimarrà fine a se stesso, invece sarebbe più opportuno aumentare i controlli nelle zone più critiche della città, su tutte la stazione e piazza Silvabella. Raramente esco da sola da un certo orario in poi, perché ho paura che possa succedermi qualcosa.

Il provvedimento voluto dal neo-sindaco Fabio Farina, vieta la vendita da asporto di bevande alcoliche refrigerate e stabilisce lo stop alla vendita di alcolici per tutti i negozi dalle 20.00 alle 6.00 del mattino, con sanzioni fino a 5000 euro: l’ordinanza rimarrà in vigore fino al prossimo 27 luglio ma non si escludono proroghe. Due ragazzi aspettano il pullman davanti alla stazione, uno dei luoghi in cui negli scorsi mesi si sono verificati ripetuti episodi di microcriminalità. Ecco per loro la sicurezza non è solo proibire con divieti, ma «capire e ascoltare. In questa città da anni non ci sono possibilità di svago, non si organizzano praticamente mai iniziative sociali. Vogliamo meno degrado, più tranquillità, ci sembra ovvio. Ma non pensiamo che il problema della sicurezza sia legato a qualche birretta fresca».

I COMMERCIANTI Le perplessità dei giovani da un lato, i commercianti che invece la sposano dall’altro. Diverse attività, specialmente su assi critici come Corso Garibaldi, hanno appoggiato la stretta: «Dal nostro punto di vista è un’ordinanza che porterà benefici – spiega Edoardo Rossi, presidente di Ascom Mortara – servono più controlli se vogliamo che ci sia più sicurezza e allo stesso tempo se vogliamo tutelare i nostri commercianti. Negli ultimi mesi la mancanza di sicurezza ha avuto ripercussioni sull’economia della città. Chi non rispetta le regole di certo non ci aiuta». Qualche polemica sull’ordinanza è stata sollevata anche giovedì 27 giugno, in occasione del primo consiglio comunale dell’amministrazione Farina, con i consiglieri di Rifondazione Max Farrell e Alice Modini che hanno spiegato di come «le città sicure sono quelle vive, frequentate da famiglie e cittadini, non quelle deserte e spente dai divieti. Serve intervenire sulla prevenzione».

Edoardo Varese

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