Per quasi un anno ha lottato contro un linfonoma primitivo del mediastino, un tumore del sangue raro e aggressivo.
ALFIERE Non ha mai perso la speranza di guarire, e infatti è riuscita a diplomarsi all’Istituto tecnico Carlo Cattaneo di Milano e iscriversi all’Università. Sara Pignatelli ha 19 anni, e questa è la motivazione per la quale il prossimo 7 maggio sarà al Quirinale per ricevere l’attestato da Alfiere della Repubblica, dal presidente Sergio Mattarella «per il coraggio con cui ha affrontato la sua malattia, scegliendo di non rinunciare allo studio e di continuare a perseguire l’obiettivo del diploma».
I PRIMI SINTOMI L’estate del 2024 ha cambiato la vita di Sara: «Ho avuto i primi sintomi mentre ero al campo scout – ricorda – pensavo fosse una semplice anemia, ma i sintomi si sono aggravati sempre più. Sono stata ricoverata al san Matteo di Pavia e i medici mi hanno diagnosticato un tumore al sangue». Dal quel momento molte cose sono cambiate. Sara Pignatelli ha provato rabbia, sconforto e tristezza, si chiedeva «perchè è successo a me?», ma allo stesso tempo non ha perso la speranza di guarire e di riuscire a «prendere il diploma. I medici mi hanno spiegato che ne sarei uscita, ho iniziato a fare cicli di chemio e radioterapie, mentre ho fatto la dad per tutto il primo quadrimestre, al mio ultimo anno di scuola.
Lo studio in un certo senso mi aiutava a non pensare alla malattia, e i miei compagni di classe insieme ai miei insegnanti mi davano una mano con i compiti e gli argomenti trattati a lezione.
VINCERÒ IO I suoi genitori e i suoi amici la sostengono, sua mamma le consiglia di prendersi una pausa dalla scuola, ma Sara ha un obiettivo: conseguire la maturità. A febbraio torna in classe, riabbraccia i suoi compagni e a maggio riceve la notizia più bella: è guarita, ce l’ha fatta e ora può «preparare la maturità con serenità e così è stato». Superata la malattia, si diploma e si iscrive alla facoltà di ingegneria edile a Pavia. Durante questo arco di tempo ha scritto la sua storia su un diario e ora vuole raccontarla a chiunque, come lei, si trova a dover convivere con un tumore.
LA FEDE E IL GIUBILEO Un aiuto Sara Pignatelli l’ha ricevuto anche dalla fede. Fa infatti parte del Gruppo Scout Mortara 1 e durante il periodo in cui ha affrontato la malattia, oltre a studiare e sottoporsi a cicli di chemioterapie «facevo lavoretti da casa che poi venivano consegnati in sede. Inoltre mi collegavo da remoto per svolgere le ruinioni con gli altri scout: anche questo mi ha aiutata a non demordere, a pensare che presto ne sarei uscita e sarei tornata alla mia vita di sempre». Sara inoltre ha usato il Giubileo della speranza come «ringraziamento a Dio, che mi ha aiutata a superare la malattia. A maggio dell’anno scorso, quando sono guarita, sono andata a Roma con il gruppo delle coccinelle, mentre ad agosto ho preso parte al giubileo dei giovani. Se sono guarita è anche perché non ho mai perso la speranza di riuscire a superare tutto questo, uscendone da vincitrice».
Edoardo Varese


