«Non lo perdono. Ma non lo odio nemmeno. Certo, non lo considero più mio padre, mi ha condannato all’ergastolo del dolore».
L’EPISODIO Così Giuseppe Delmonte, 47 anni, parla dell’uomo che il 26 luglio del 1997, quando lui aveva 18 anni, aveva ucciso l’ex moglie Olga Granà per strada a colpi d’ascia, in provincia di Varese. Olga, che si era separata dal marito cinque anni prima, ha lasciato tre figli. Due di loro, Giuseppe e Maria Rosa, sabato 9 maggio hanno partecipato all’inaugurazione della panchina rossa proposta dall’Associazione Olga e voluta dal Comune di Suardi per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza contro le donne. Giuseppe Delmonte è cugino di secondo grado del consigliere comunale Carmelo Mastrandrea, che insieme al sindaco Dario Biancardi ha fortemente voluto questo simbolo, come sottolineato dalla psicologa dell’associazione, Paola Ripa, da Isa Maggi (presidente degli Stati generali delle donne) e dalla lomellese Tina Magenta (ambasciatrice della Panchina rossa). «Non dobbiamo mai girare la testa dall’altra parte — ha dichiarato quest’ultima — basta un gesto, una parola gentile per fermarci ad aiutare chi ha bisogno».
L’ASSOCIAZIONE Giuseppe Delmonte ha fondato l’associazione che porta il nome della madre nel 2024, dopo 27 anni di rimozione, fatica e silenzio, superati grazie a un bravo psicologo, e da allora gira l’Italia per raccontare la sua storia soprattutto nelle scuole. A Suardi ha parlato con visibile emozione: «In casa c’era un clima di terrore, noi ragazzi non potevamo giocare né ridere, e i regali che ricevevamo per Natale venivano immediatamente distrutti o buttati. Quando siamo diventati più grandi mia madre ha chiesto la separazione, ma lui continuava a perseguitarla. È un narcisista patologico. Aveva detto che l’avrebbe ammazzata, e così ha fatto, senza che nessuno provasse a fermarlo. Anzi, aveva intenzione di uccidere anche noi tre, ma l’hanno arrestato. Dopo tanti anni sono andato a trovarlo in carcere, ho potuto finalmente guardarlo negli occhi, e questa volta è stato lui ad abbassare lo sguardo. Allora ho capito che avevo vinto io. Ha vinto Olga».
Davide Zardo

