Beato Matteo / La guida alle prove: dalla carriola alla torre

Coordinazione, velocità e soprattutto predisposizione ad allenarsi anche al freddo e nonostante giornate di pioggia. Mancano poco più di 48 ore alla 43esima edizione del Palio, con le contrade pronte a sfidarsi per aggiudicarsi l’ambito cencio, quest’anno realizzato dalla pittrice vigevanese Domizia Parri. Preparare quattro giochi (l’albero del melo cotogno, la corsa con le carriole, la corsa con i cerchi e la costruzione della torre) non è cosa da poco e soprattutto non lo si può fare senza che ci sia un grande lavoro dietro le quinte.

PROVE LIBERE L’Araldo ha seguito una sessione di “allenamento” della contrada di Predalata, legata alla parrocchia del Cuore Immacolato di Maria (Madonna Pellegrina), anch’essa pronta a impegnarsi in una sana competizione. E non è un caso se i contradaioli si sono ritrovati nel corso di questa settimana nel campo retrostante la parrocchia a preparare tutto l’occorrente per dare il via alle prove libere. «I giochi sono quattro e si inizia sempre dal melo cotogno – spiega Luca Gualco, uno dei senatori della contrada che rappresenta la corporazione dei cercatori d’oro e degli orafi – lo scopo è lanciare delle fettucce all’interno di contenitori posti su di un albero stilizzato, cercando di totalizzare il punteggio migliore. In questo gioco è necessario avere tanta precisione». Ecco che si passa a provare la carriola: sono necessari due giocatori, impegnati a

percorrere nel minor tempo possibile un percorso con una carriola carica di ceppi di legno. Un gioco in cui sono richieste velocità e resistenza.

SORPRESE Dietro le quinte un ispiratissimo Giacomo Rossi che ha completato il percorso con tempi che hanno lasciato senza parole i suoi amici della Predalata: aperte le scommesse sul fatto che possa essere proprio lui una delle armi segrete della contrada, che sogna di tornare al successo dopo l’edizione del 1983, finora l’unica storica vittoria. Certo in ogni attività non deve mancare il sostegno e il tifo da parte di ogni componente della contrada. Si passa poi alla corsa con i cerchi: un gioco rivolto alle sole ragazze che si sfidano spingendo un cerchio di legno utilizzando un bastoncino, lungo un percorso ad ostacoli. A sfrecciare sotto la pioggia Valeria Concina, nuovo capitano delle contrada, subentrata proprio a Gualco. Un passaggio del testimone e di consegna tra due ragazzi che vedono nel palio e nel far parte di una contrada un modo per

fare amicizia; – spiega Valeria Concina – ho preso parte anche al palio dei fanciulli. E’ una competizione sana, è bello sfidarsi ma è altrettanto bello nonostante la pioggia e il freddo ritrovarsi insieme per sottostare alle prove.

ULTIMO ROUND Cala il buio, si riduce di parecchio l’illuminazione, ma non può mancare la prova del gioco della costruzione della torre: «Questo è un gioco che è un mix tra velocità e sintonia – precisa Gualco mentre si cimenta nella dimostrazione della prova – tra i due giocatori che devono ricostruire un modellino della Torre del Bramante, per poi suonare la campanella nel minor tempo possibile. Siamo pronti e daremo tutto per provare a vincere l’imminente palio di Vigevano». Finito il warm-up i ragazzi della Predalata hanno ritirato e l’occorrente in un magazzino, chiacchierando degli impegni in programma: «Sabato 12 ottobre ci sarà in castello la notte sforzesca – ricorda Concina – e in serata è previsto un momento durante il quale si alternerà la musica rinascimentale con quella del nostro tempo. Se dovesse piovere, saremo in Cavallerizza».

Edoardo Varese, Rossana Zorzato

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