Garbarini: «Io sindaco? No, grazie»

Era balzato agli onori della cronaca agli inizi di febbraio del 2018. Nel giro di tre giorni candidato a Camera, Senato e poi lasciato a casa. Ora alcune voci lo danno come candidato sindaco della sinistra. Lui, Valter Garbarini, titolare della Sogesi, smentisce però in modo netto, ammettendo però che era stato contattato per essere candidato alla poltrona di sindaco di Vigevano.

IMPEGNO GRAVOSO «È un impegno incompatibile con la mia professione di imprenditore – precisa – Sono due lavori estremamente seri. O si fa uno o si fa l’altro. Fare il sindaco, inoltre, richiede anche un grande impegno mentale. Mi sono incontrato con alcuni amici e ci siamo confrontati sull’ipotesi di creare una sintesi per un progetto comune, ma non è facile e non c’erano le condizioni».

PP Marco Vassori educatore
Marco Vassori (Pd)

NESSUNA PROPOSTA Il segretario del Pd, Marco Vassori, interpellato, si arrabbia. E punta il dito: «Ma basta, che domande sono? Chi ha chiesto a Garbarini della sinistra di candidarsi a primo cittadino? Mi piacerebbe proprio saperlo. Ribadisco quello che abbiamo precisato già la scorsa settimana nel nostro comunicato. Il nostro candidato arriverà dopo aver analizzato in modo critico il programma. E, per il momento, non è né Rossella Buratti né Garbarini». Sette anni fa, il noto imprenditore vigevanese aveva vissuto una vicenda davvero surreale.

CANDIDATO NEL 2018 La sua breve “carriera” politica era partita dopo essere stato prima chiamato dal Pd per rappresentare i dem nell’uninominale alla Camera e poi fatto fuori in un week end dalla stessa dirigenza nazionale che inizialmente aveva spinto per una sua candidatura. Era stato lui stesso a raccontare la vicenda al nostro giornale: «Sabato 20 gennaio al mattino ho ricevuto una telefonata da Michele Bozzano che mi chiedeva un appuntamento urgente per incontrarlo insieme all’onorevole Ferrari. Da Roma avevano ricevuto il mandato di scegliere un candidato alla Camera che fosse esterno ai giochi politici – spiega Garbarini, che dopo qualche tentennamento aveva accettato la proposta – Sabato mi sono recato alla sede provinciale per consegnare i documenti necessari per formalizzare la mia candidatura alla Camera. Domenica mattina, sono venuto a sapere dai giornali che ero stato spostato al Senato senza richiedere il mio parere».

Mi sono indignato e fortemente opposto. In giornata mi sono arrivate rassicurazioni. Mi è stato garantito che tutto era tornato a posto. Alla sera, invece, sono stato chiamato e mi hanno detto che ero fuori.

SCIA DI POLEMICHE Una scelta compiuta dal Pd nazionale, motivata dall’esigenza di inserire una quota rosa ma fortemente contestata dalla dirigenza locale, che in pochi giorni aveva instaurato un buon rapporto con Garbarini e che si è vista così sfumare l’opportunità di vedere un vigevanese correre per un posto importante alla Camera. Per Vigevano, invece, nessuna telenovela politica in previsione. Il «no, grazie» è senza ripensamenti.

Massimo Sala

Le ultime

Ripartire dai legami contro la solitudine demografica

«Un paese vuol dire non essere soli, sapere che...

Gambolò, tutto pronto per la festa

Torna a far vivere le piazze, le vie e...

Garlasco, aperta indagine contro ignoti per la morte di Giovanni Ferri

La Procura della Repubblica di Pavia ha aperto un ...

Scuola, arriva il bonus psicologo

La tutela della salute mentale e del benessere emotivo...

Login