Linea Milano-Mortara, il raddoppio c’è solo nei costi

Un raddoppio lievitato da 120 a 280 milioni di euro, la cui mancata realizzazione comprometterebbe una viabilità ferroviaria già in crisi nera. I consiglieri regionali del Partito Democratico Simone Negri e Pietro Bussolati hanno scelta la stazione di Vigevano per divulgare nuovi dettagli sulla probabile cancellazione del raddoppio tra Albairate e Abbiategrasso, finanziato con fondi del Pnrr, ma ad altissimo rischio per gli extracosti evidenziati dalla stessa Regione Lombardia.

FIGLI POVERI Con i due consiglieri, lo scorso venerdì 15 dicembre, erano presenti anche i rappresentanti locali del Pd Emanuele Corsico Piccolino e Marco Vassori, oltre ad alcuni esponenti dell’associazione pendolari Mimoal. Per Corsico, la situazione della linea ferroviaria sta impoverendo il territorio su tutti i fronti, tanto da aver persino fatto abbassare i prezzi delle case: «E’ un’emergenza sociale. E noi pretendiamo un servizio dignitoso per soldi che paghiamo: da un anno e mezzo non possiamo neanche andare in bagno, perché sono fuori uso ovunque. Siamo i figli poveri di Regione Lombardia?». La stessa domanda retorica se l’è posta Negri: «La Milano-Mortara è una linea strategica, una delle cinque in Lombardia ad aver incrementato il proprio numero di viaggiatori. Andrebbe raddoppiata tutta, partendo da Mortara e Parona». L’esponente dem, nei giorni scorsi, aveva chiesta motivazione scritta dell’aumento dei costi legati al raddoppio Albairate-Bià: secondo quanto risposto dall’assessore regionale Claudia Terzi, 74 dei circa 160 milioni di extracosto sarebbero legati ai maggiorati prezzi dei materiali, mentre il restante a varianti del progetto prima non pronosticate, come la realizzazione di un nuovo ponte sul Naviglio. Per il Pd, la Regione deve investire sulla tratta: «Non siamo d’accordo quando ci dicono non ci sono soldi: per esempio il previsto treno a idrogeno di Brescia drenerà 400 milioni dalle casse lombarde e, pur essendo importante, non migliorerà il servizio di quella linea, al contrario di un investimento sulla Milano-Mortara». A tal riguardo, i dem presenteranno un ordine del giorno al bilancio regionale per chiedere di reperire risorse per il doppio binario anche senza i fondi del Pnrr:

Se il consigliere della Lega ed ex sindaco di Vigevano Andrea Sala vuole il bene del territorio – è la proposta provocatorio di Bussolati – lo voti.

BONUS E MALUS Intanto, per il diciottesimo mese di fila i pendolari della Milano-Mortara si sono aggiudicati lo sconto sugli abbonamenti mensili e annuali a causa dei ritardi verificatisi a settembre sulla tratta. Una ben magra consolazione a fronte dei disservizi vissuti quotidianamente dai viaggiatori e soprattutto se si considera che il bonus, dopo febbraio 2024, non sarà più erogato, per effetto del nuovo contratto di servizio di Trenord che non lo prevede. L’assessore regionale Franco Lucente si è impegnato a trovare, di concerto con i rappresentanti dei viaggiatori, nuove modalità di ristoro per i pendolari delle linee più critiche: con un indice di affidabilità (la statistica legata ai treni che arrivano con meno di 5 minuti di ritardo) da giugno sotto il 70%, la Milano-Mortara è un’osservata speciale da questo punto di vista. Soltanto in questo mese (dal 1 al 19 dicembre) la tratta ha registrato su 809 convogli totali 523 treni non in orario (per 5055 minuti di ritardo complessivi) e 59 mezzi soppressi. A partire da gennaio ogni giorno sarà buono per vedere sui binari i nuovi treni promessi dalle istituzioni regionali: un rinnovo della flotta al quale per il momento non sembra però andare di pari passo quello della strada ferrata.

Alessio Facciolo

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