Nuovo ospedale, sogno e illusione

Un piano d’investimenti imponente e una promessa di modernizzazione a lungo termine, oppure soltanto l’ennesima manovra d’annuncio destinata a perdersi nelle lungaggini burocratiche? Sul futuro dell’ospedale civile di Vigevano il dibattito resta aperto e ricco di interrogativi. C’è chi manifesta un evidente ottimismo e c’è chi è totalmente disilluso.

CI SONO I SOLDI? Al centro della questione c’è il maxi-stanziamento da 200 milioni di euro ipotizzato dalla Giunta di Regione Lombardia (inserito nel provvedimento quadro DGR di agosto 2025 all’interno di un pacchetto sanitario regionale da quasi 8 miliardi). La scelta è caduta sull’adeguamento e sulla riqualificazione completa dell’infrastruttura esistente anziché sulla costruzione di un nuovo presidio ex novo. Il piano si articola su un orizzonte temporale pluriennale esteso fino al 2031 e prevede interventi cruciali: adeguamento antisismico e normativo, riorganizzazione dei reparti di degenza, potenziamento del Pronto Soccorso e dell’Area Emergenza, oltre al rinnovo delle tecnologie elettromedicali.

liste di attesa

TANTE TRANCHE All’interno del documento di programmazione e degli allegati agli investimenti sanitari, sul presidio di corso Milano, nella voce di bilancio che riguarda la sua riqualificazione, viene indicato un importo complessivo di 200 milioni. La pianificazione contabile viene inoltre precisato, prevede una ripartizione graduale delle tranche finanziarie a partire dai primi 10 milioni di euro programmati per la fase iniziale (2027), seguiti da successive quote da 40 e 50 milioni negli anni successivi del ciclo di investimento. A fronte delle perplessità sui tempi di attuazione e sull’effettiva partenza dei cantieri, la posizione dei vertici regionali ribadisce la linea della programmazione indicata. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, precisa e, per certi versi, promette:

Come già previsto e comunicato nell’ambito della programmazione regionale, il primo stanziamento delle risorse per il nuovo ospedale di Vigevano è fissato per il 2027 e sarà effettuato nei tempi stabiliti.

«SOLO PROPAGANDA» Di tono diametralmente opposto è il punto di vista dell’opposizione in consiglio regionale, che accusa la giunta di muoversi esclusivamente sul piano della propaganda. Pierfrancesco Majorino, capogruppo del PD in Regione Lombardia, non usa mezzi termini: «Sono solo promesse senza nulla di concreto, come è nello stile di questa giunta regionale. Fontana e Bertolaso approvano delibere per dire che un giorno faranno questo intervento, come anche altri, ma siamo ancora solo agli annunci. Evidentemente manca la volontà di passare ai fatti. È un modo di fare politica incredibile, che vediamo sull’ospedale di Vigevano come su quello di Voghera e anche sul centro unico di prenotazione di tutta la sanità lombarda, pubblica e privata convenzionata, che è uno strumento per ridurre gli insostenibili tempi di attesa. Finirà anche questa legislatura senza vederlo realizzato».

IL SINDACO CI CREDE In mezzo al fuoco incrociato tra Regione ed opposizione, il Comune di Vigevano mantiene viva l’aspettativa, riponendo fiducia nel supporto regionale. Nelle parole del sindaco di Vigevano, Paolo Previde Massara, passa inoltre un chiaro messaggio politico agli alleati ai vertici della Regione Lombardia: «Sull’ospedale non ho molto da aggiungere oltre a quello dichiarato fino a ora – precisa – se non il fatto che sono certo che Regione Lombardia non resterà insensibile alla richiesta di potere occuparsi della salute della nostra popolazione in una struttura che da semplice luogo di cura dovrà diventare un polo integrato e sostenibile con veri e propri spazi di accoglienza e benessere sia per i pazienti sia per il personale medico. Una costruzione come quella in cui i nostri medici operano attualmente – aggiunge inoltre il primo cittadino – rappresenta un modello piuttosto vetusto, rigido e poco modulabile. Le necessità imposte dai nuovi modelli di cura prevedono flessibilità e tecnologia e nel nostro caso specifico la possibilità di integrarsi digitalmente con il territorio della Lomellina. I nostri riferimenti in Regione saranno sicuramente un valido aiuto per ottenere la necessaria e opportuna modernizzazione».

NO COMMENTI DI ASST Interpellata sulla vicenda e sollecitata a chiarire i passaggi operativi dell’intervento, l’ASST di Pavia ha preferito non sbilanciarsi, dichiarando di voler, per ora, evitare ogni commento.

Massimo Sala

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