Stanno in gruppo davanti a supermercati, nei parchi, nei parcheggi: ascoltano musica drill e trap da casse appese al manubrio di monopattini, vociano, talvolta litigano o importunano i passanti per strada. Sono sia italiani, sia giovani stranieri di seconda generazione: qualcuno li chiama “maranza”, e per molti vigevanesi stanno diventando un problema.
Ma è davvero questa la verità? Il centro di Vigevano recentemente è stato oggetto di episodi di risse, scontri e litigi che hanno riportato l’attenzione sul tema della mancanza di sicurezza. Il parcheggio del Conad in viale Leonardo Da Vinci, il parco Regina Margherita, lo spazio antistante all’Arlecchino: questi sembrano essere al momento i centri di ritrovo più gettonati da diversi ragazzi, molti dei quali minorenni, finiti nell’occhio del ciclone. Visitandoli, si nota in effetti un gran movimento di gente: quasi tutti maschi, giovanissimi, che trascorrono il loro tempo ad ascoltare musica. Quasi nessuno ha voglia di parlare; c’è anche chi ha lo sguardo stralunato di chi si è fatto qualche spinello di troppo.
SICUREZZA La preoccupazione per la sicurezza tuttavia non appartiene solo a esercenti, commercianti e residenti, ma anche di chi utilizza gli stessi luoghi di ritrovo, come il parcheggio di un supermercato, e condivide tante cose da con questi ragazzi. «Vorrei che a Vigevano fosse garantita maggiore sicurezza e che ci fossero maggiori controlli da parte delle autorità competenti – dichiara Hassan Haggag, 20enne che esercita la professione di muratore per mantenersi – perché non si può continuare ad avere paura a uscire di casa». Garantire più controlli la sera, visto che «sarebbe bello recarsi nei locali per trascorrere delle ore di assoluta tranquillità insieme ai propri amici. Le persone hanno sempre più timore, o almeno questo è ciò che percepisco io. Sono nato in questa città, per tanti anni mi sono sentito bene e non mi preoccupavo particolarmente di ciò che potesse eventualmente capitare quando uscivo con gli amici e per diverso tempo è sempre stato così. Ultimamente, però, la situazione è iniziata a cambiare in peggio». Episodi di rissa e di violenza che vedono protagonista soprattutto
persone giovani – prosegue Haggag – ragazzi che evidentemente non sanno in che modo impiegare il proprio tempo. Per le azioni di pochi, a volte, ci va di mezzo anche chi non c’entra nulla.
LA SITUAZIONE Fine settimana durante i quali succede davvero di tutto e rabbia e preoccupazione non sembrano diminuire: «Ogni tanto si vede passare le volanti della polizia locale, ma occorre adottare misure più restrittive per impedire che alcune persone possano continuare a divertirsi e rimanere impunite a discapito di altri». Più controlli, più sicurezza e «pene più dure contro chi commette questi tipi di reati». Un’altra questione che sta a cuore sia a Hassan Haggag, sia a altri ragazzi è quella legata alla mancanza di spazi di ritrovo e aggregazione per i giovani. «Avere più e nuovi spazi e maggiori restrizioni – conclude Haggag – per convincere coloro che escono di casa solo per recare disturbo al prossimo, a capire l’importanza del rispetto e di far parte in una comunità».
Edoardo Varese

