Più sicurezza per proteggere le proprie attività: questo l’appello dei commercianti alle istituzioni. «Manca educazione da parte delle famiglie, servono più controlli per punire chi non rispetta le regole e soprattutto bisogna pensare a centri di aggregazione e investimenti in ambito sociale». La richiesta o per meglio dire la segnalazione arriva da esercenti del centro di Vigevano dopo che nelle ultime settimane la città ducale è stata ancora protagonista di episodi di furti, aggressioni e violenza. Nel pomeriggio di mercoledì 19 febbraio quattro ragazzi sono stati presi di mira da una baby gang che li ha accerchiati e presi di mira per farsi consegnare soldi e cellurari. Nel pomeriggio di domenica 23 febbraio, vicino alla piazza Ducale, un ragazzo di 16 anni è stato preso di mira sempre dal branco e aggredito con un pungo in faccia, al giovane è stato puntato anche un taser. Sempre domenica, però nelle prime ore mattutine, una donna di 36 anni è stata scippata e strattonata da un malvivente.
TESTIMONIANZE Tutti episodi che spingono i commercianti a farsi sentire: «Il centro della città è spento, come cittadina non mi sento in percolo, ma come commerciante il fine settimana ho paura di ritrovare l’ingresso danneggiato – denuncia la titolare del Frida’s Vigevano, negozio di fiori situato in piazza Ducale – prima di aprire questa attività due anni fa ho insegnato in diverse scuole elementari e ho notato che ai ragazzi manca proprio la consapevolezza, quando commettono atti di delinquenza, di avere un’altra strada da seguire per vincere e superare la noia. Servono sicuramente più controlli e condanne più pensanti, ma anche percorsi di formazione e educazione che devono partire dalle scuole e da centri di ritrovo e aggregazione che a Vigevano mancano». I locali di via Dante e corso Cavour nel corso delle prime settimane di febbraio sono stati presi di mira da due residenti della zona che in evidente stato di ebbrezza hanno importunato gestori e dipendenti. Uno di loro, all’arrivo della polizia locale, ha scagliato il proprio pitbull contro gli agenti.
Avendo due donne come dipendenti – rende noto il titolare di un locale di via Dante – preferisco non lasciarle da sole quando facciamo chiusura, nonostante non rimaniamo aperti fino a tardi. Insegno anche cucina a Vigevano e sono convito che oltre a punizioni, è necessario intervenire sull’educazione che a questi ragazzi manca.
La tendenza a normalizzare comportamenti da condannare. Questa la denuncia di una dipendente di un altro locale della zona: «C’è troppa indifferenza e a non scandalizzarsi davanti a qualcuno che per intimorire altri, mostra i muscoli e un cane di taglia grande. Bisogna insistere sul rispetto delle regole. Vigevano sta attraversando una situazione di degrado. Lo noto io anche solo rispetto a dieci anni fa. Immagino da chi è in città da tanti anni».
POLITICA Non tardano le reazioni politiche. L’assessore alla sicurezza Nicola Scardillo spiega che «il fenomeno è sotto controllo, le autorità hanno lavorato per identificare i responsabili di questi ultimi episodi». D’altra parte non mancano le polemiche. Furio Suvilla, consigliere del gruppo dei liberali conservatori, vuole presentare una mozione per impegnare il consiglio comunale a chiedere «al prefetto di Pavia di disporre presidi fissi nelle aree sensibili della città, per la sicurezza di tutti».
Edoardo Varese

