Anche l’estremo occidente d’Europa fa i conti con il coronavirus, anche se in Portogallo i contagiati per ora sono meno che altrove e le autorità sembrano aver agito con lungimiranza. Così rileva Lidia Rossi, studentessa in Erasmus a Lisbona, secondo cui «l’epidemia è contenuta, non siamo ancora al completo isolamento, ma hanno chiuso università, spiagge, locali notturni; tutti i centri commerciali e i negozi fanno orari ridotti. Le persone sono abbastanza rispettose delle regole, escono solo con la mascherina, nei negozi si entra pochi per volta e si fa la fila fuori a un metro di distanza. Probabilmente quello che hanno fatto anche in Italia, ma molto molto prima». Nonostante questo si fa incetta di beni di prima necessità, tanto che «già settimana scorsa al supermercato non c’era più nulla, ci siamo accorti un sacco che sono andati a ruba tonno e passata di pomodoro».
QUARANTENA PERPETUA Rossi è arrivata in Portogallo nel giorno stesso in cui in Italia venivano prese le prime misure per il contenimento di quella che era ancora un’epidemia. «Quando siamo arrivati non ci hanno fatto controlli, ma l’università ha bloccato il “Welcome Day” e ha caldamente invitato tutti gli studenti Erasmus a stare a casa; in realtà senza fare accoglienza non hai informazioni su orari o altro, quindi è ovvio che te stai nel tuo appartamento». Col risultato di un isolamento continuo, perché «quando siamo arrivati ci siamo trovati di fatto in quarantena essendo arrivati dall’estero, ora lo siamo perché tocca a tutti rimanere nella propria abitazione». Facendo tesoro di quello che succedeva nella penisola: «Vedendo gli effetti in Italia, usciamo poco e quando lo facciamo andiamo al parco e stiamo lontani dagli altri. Abbiamo fatto scorte di Amuchina e mascherine per tempo». Resta la preoccupazione di essere in un paese straniero del quale si conosce poco l’idioma.
Sono qui da sola, senza la mia famiglia, mi rendo conto che qualsiasi cosa succeda non posso fare affidamento su nessuno e non so nemmeno esprimermi bene in portoghese, lingua che studio da poco; non è scontato che tutti sappiano l’inglese. Inoltre sono preoccupata per la situazione a casa, perché comunque sono a tre ore di volo e non è detto che io riesca tornare con facilità
Giuseppe Del Signore


