Violenza / Don Locatelli (Caritas): «Diventiamo samaritani del giorno prima»

Vigevano e la Lomellina sono finite ancora una volta sotto i riflettori per fatti di cronaca nera. Episodi di violenza, di rabbia repressa che sembrano schiudere un orizzonte di miseria esistenziale e disagio, tanto psicologico quanto socio-economico.

Penso che il tutto sia riconducibile a un contesto di fragilità educativa – afferma Don Moreno Locatelli, direttore della Caritas Diocesana di Vigevano – che ci si porta dentro e che, a lungo andare, può sfociare in gesti di estrema aggressività

POVERI DENTRO Una povertà che dall’ambito materiale si trasferisce in quello sociale e relazionale. «Il Covid e la Pandemia non hanno fatto altro che evidenziare come spesso la risposta a un contesto di fragilità sia la violenza», conferma don Locatelli, ma come intervenire? «Occorre avere il coraggio di investire risorse in un percorso di formazione che parta dai giovani e dalle famiglie, trasmettendo un messaggio e un modo nuovo e cristiano di vivere le relazioni». La parola chiave è la prevenzione.

Dobbiamo imparare a essere i buoni samaritani “del giorno prima”. Iniziando un grande lavoro che possa modificare la mentalità delle persone, potrebbe offrirci uno spiraglio per cambiare le cose

DIO Giornata Poveri - Caritas Bilancio sociale 2021 02
don Locatelli durante la presentazione del Bilancio sociale 2021

Anche per questo Caritas da tempo lavora per essere presente in maniera capillare nel territorio con i suoi 15 Centri d’ascolto, 9 strutture d’accoglienza, circa 150 volontari, a cui da aprile si è aggiunto il “Centro famiglia lomellino”, che intende proprio farsi carico a 360° della sofferenza delle famiglie. Un sentimento di accoglienza verso il prossimo, che possa, spiega don Locatelli, «consentirci di metterci nei panni del prossimo, capire il suo punto di vista in ogni circostanza. Se aprissimo il cuore a un discorso di questo tipo, se imparassimo a mettere il confronto e il rispetto reciproco al centro di tutto, avremo già posizionato un tassello importante per ridurre la rabbia repressa».

ABBRACCIO Accanto a queste azioni di pronto intervento occorre anche la prevenzione, da questo punto di vista la consapevolezza di una problematica e delle dinamiche sociali può offrire dei primi accorgimenti per provare a prevenirla. «Anche il nostro territorio – spiega Giuseppe Vullo, referente di Acli Vigevano – sta risentendo delle difficoltà sociali che in senso largo hanno e stanno riguardano l’Italia dal periodo della pandemia a oggi». E’ possibile trovare una causa primaria o un filo conduttore che possano spiegare l’aumento della violenza? «Ho lavorato all’interno di istituti penali per 23 anni e di situazioni problematiche ne ho viste parecchie. Dal mio punto di vista va analizzata nel dettaglio ogni singola situazione».

Per quanto Vigevano, Mortara e la Lomellina stiano facendo i conti con problematiche ambientali, di disoccupazione e di natura sociale, non mi sento di affermare che possano essere le cause a monte di violenza e rabbia incontrollate

Vigevano Morsella - omicidio
la zona della Morsella dove a gennaio 2023 è stato ritrovato il cadavere di Mohamed Ibrahim

Un modo per intervenire, o per meglio rendere l’idea, prevenire la violenza esiste. Nello specifico, consiste nel «cambiare, per quanto possibile, i nostri comportamenti. Capire le dinamiche che stanno dentro a ciascun gruppo etnico, ovviamente anche italiani, presenti in Lomellina». In aggiunta «va indubbiamente portata avanti un’analisi approfondita che tenga in considerazione fattori quali il lavoro, l’andamento demografico e l’integrazione». Capire quindi le dinamiche territoriali, sebbene secondo Vullo «non esiste una motivazione generica che possa essere sufficiente e tale da spiegare l’aumento di episodi di cronaca nera. Con la diffusione dei nuovi canali di comunicazione inoltre alcune situazioni circoscritte a un singolo territorio vengono conosciute e rese note in zone molto più vaste».

Edoardo Varese

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