Nulla di nuovo sotto il sole. Non per un facile gioco di parole che unisce Qoelet ed energia solare, ma perché le Comunità energetiche rinnovabili sono un’opportunità che il territorio di Vigevano e la Lomellina, come il resto d’Italia, si accinge a esplorare, ma che altrove sono una realtà da tempo,
tanto che papa Francesco ne scriveva già nel 2015 all’interno dell’enciclica “Laudato si’”, a segnalare da un lato la nuova attenzione della Chiesa all’ambiente, non più dono di Dio di cui l’uomo può disporre come meglio crede, ma giardino incantato da custodire,
e dall’altro lato la volontà di rispondere a esigenze che sono ecologiche ed economiche.
RADICI Del resto entrambe le parole condividono lo stesso etimo di partenza, “Oikos” che in greco vuol dire casa, di nuovo con una duplice valenza. La dimora di tutti, l’ambiente, e l’abitazione di ogni individuo o famiglia, riparo dal caldo in estate e dal freddo in inverno, “focolare” a cui tutti hanno diritto. Dove il singolo da solo non arriva, a prendersi cura di queste diverse esigenze non può che essere la Comunità – energetica, ma anche ecclesia – assumendo dunque un ulteriore tratto sociale. «In alcuni luoghi – scrive papa Francesco al punto 179 di LS – si stanno sviluppando cooperative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentono l’autosufficienza locale e persino la vendita della produzione in eccesso… Mentre l’ordine mondiale esistente si mostra impotente ad assumere responsabilità»
l’istanza locale può fare la differenza. E’ lì infatti che possono nascere una maggiore responsabilità, un forte senso comunitario, una speciale capacità di cura e una creatività più generosa, un profondo amore per la propria terra, come pure il pensare a quello che si lascia ai figli e ai nipoti

TARANTO In questa direzione si è mossa la riflessione della Cei nel corso della 49esima Settimana sociale svoltasi a Taranto nel 2021, intitolata “Il pianeta che speriamo: ambiente, lavoro e futuro”, al termine della quale si sono raccolte le buone pratiche disseminate nella penisola con risultati concreti. Per quanto riguarda le Cer sono stati diffusi dei materiali illustrativi nei quali si sottolinea il ruolo di queste Comunità come «scelta etica» per «prendersi cura della “casa comune”», la valenza di «impegno di una comunità che coopera per una transizione ecologica reale e concreta, coinvolgendo» così come
per sperimentare che l’Ecologia integrale proposta dalla Chiesa può tradursi in un nuovo modello di sviluppo umano ed economico sostenibile, giusto e partecipato
la capacità di rispondere «alle domande urgenti del Pianeta» e il carattere di «strumento aperto e inclusivo per sostenere famiglie, associazioni, enti locali, imprese». Si comprende l’importanza attribuita alle Cer dalla Chiesa cattolica, che infatti ha istituito un Tavolo tecnico, che ha il compito di accompagnare le Diocesi al cambiamento, e ha attivato un “Servizio di assistenza e consulenza” dedicato presso l’Ufficio nazionale per la pastorale sociale e il lavoro (telefono 0666398218 – 229, email unpsl@chiesacattolica.it o settimanesociali@chiesacattolica.it).
Gds

