Una giornata di festa e riflessione insieme al vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni, sabato mattina per gli operatori dell’informazione sul territorio, in occasione della Festa dei giornalisti, legata alla ricorrenza di San Francesco di Sales. La giornata si è aperta con la messa nella chiesa del seminario, celebrata dal Vescovo coadiuvato da don Carlo Cattaneo e don Paolo Butta.
UMILI Sia prima della celebrazione sia durante l’omelia mons. Gervasoni ha fatto riferimento all’importanza di una corretta informazione, legata al concetto di verità. Facendo riferimento ai brani letti durante la messa, in particolare il brano tratto dal secondo libro di Samuele e quello tratto dal Vangelo di Marco, il Vescovo ha introdotto il tema della verità e ha invitato i presenti a riflettere sulle regole della comunicazione.
«Di fronte al tema della verità – ha sottolineato – dobbiamo essere tutti più umili. E’ tipico degli ignoranti avere certezze indistruttibili. Il sapiente sa che la verità si presenta sempre come articolata».
Il commento dei testi sacri ha rappresentato l’occasione per riflettere sia sul vero significato della fede sia sull’importanza di saper decentrare il nostro punto di vista ed essere disposti a cambiarlo. «Alla base della fede esiste un importante esercizio di libertà. Una cosa è la fede; altra cosa sono la pratica religiosa e la devozione, che non coincidono con la fede».

FAKE E DISINFORMAZIONE Dopo la messa, sempre mons. Gervasoni, di fronte a una nutrita platea di giornalisti, nell’aula magna del seminario ha parlato di intelligenza artificiale, il tema del momento, affrontato anche da Papa Francesco nel Messaggio per la pace di inizio gennaio e in quello per la Giornata delle comunicazioni sociali in programma il prossimo 12 maggio. Istituendo un articolato confronto tra il nostro cervello e la macchina, il Vescovo ha invitato i presenti a riflettere sulla dimensione sapienziale e soprattutto antropologica che caratterizza due saperi così diversi. «Va analizzata inoltre la questione epistemologica – ha detto – che segna il divario essenziale e sostanziale di accesso alla verità». E poi ha chiesto:
«Cosa succede con l’intelligenza artificiale? Si agisce? In senso proprio la macchina non agisce, ma elabora informazioni. L’uomo non fa questo. E’ vero che questo nuovo strumento rischia di cambiare la percezione del mondo. Chi decide l’aspetto morale non è certamente la macchina. L’intelligenza artificiale accentua però due aspetti problematici: le fake news e la disinformazione»
FARE MEMORIA Tanti stimoli, insomma, su cui l’uditorio è stato invitato a riflettere. Il presidente dell’associazione Rolandi, Giuseppe del Signore, che insieme alla Diocesi e a L’Araldo Lomellino ha organizzato la giornata, ha sottolineato l’importanza della memoria per costruire comunità capaci di affrontare le sfide delineate da mons. Gervasoni, assumendosi la responsabilità di essere testimoni. Quindi ha ricordato il ruolo del sodalizio e il lavoro svolto, come i corsi di aggiornamento, i confronti pubblici e i vari interventi nelle scuole. Come da tradizione, c’è stato poi il momento della premiazione; quest’anno il direttivo di assoRolandi ha concentrato l’attenzione sul mondo radiofonico e ha deciso di assegnare il riconoscimento a Barbara Sala di Rtl. Dopo la premiazione e l’immancabile foto di rito nel cortile del seminario, il gruppo dei partecipanti si è spostato nella sala mensa del seminario per il consueto pranzo conviviale.
Massimo Sala

