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I dirigenti scolastici di Casale e Caramuel sono favorevoli alla nascita di un Its sul territorio, un’occasione che reputano imperdibile, ma anche preoccupati dalla mole di lavoro che un progetto simile comporterebbe perché gli istituti tecnici sono direttamente coinvolti in un percorso ad alta specializzazione tecnologica che nasce proprio come ideale prosecuzione della formazione “tecnica”.
QUI CASALE Per Elda Frojo, alla guida del Casale, «c’è sicuramente l’esigenza di avere un Its che possa avere un ruolo determinante, di guida e non solo, su Vigevano, Mortara, Abbiategrasso, ma le scuole tecniche delle città che ho appena elencato hanno indirizzi scolastici molto diversificati e questo potrebbe rappresentare un “ostacolo”, cosa fare? Occorre trovare un punto di incontro, altrimenti il rischio è creare una grande confusione che non porta a nulla, sarebbe un grande peccato perché le potenzialità che offre non si possono far scappare». Nel caso della scuola di via Ludovico il Moro, ci sono un settore tecnologico nei settori costruzioni e moda e uno economico nei settori amministrazione e turismo. Il vero nodo tuttavia è quello del carico di lavoro: «Avere un Its a Vigevano – chiosa Frojo – sarebbe un grande passo in avanti, ma bisogna anche mettere a disposizione personale professionalizzante, capace: si tratta di una operazione che richiede parecchio tempo, molta energia, concentrazione e purtroppo non abbiamo tanto tempo a disposizione».
Metterci anche l’Its, con tutto quello che questo comporta, non mi sembra un’operazione opportuna. O meglio, va fatta, ma con le dovute cautele, con passaggi obbligati, suddividendo i compiti in modo rigoroso.
QUI CARAMUEL Secondo Matteo Loria, dirigente di Caramuel, Roncalli e Castoldi e delegato regionale dell’Associazione nazionale presidi, è un’occasione irripetibile. Se ne avverte l’esigenza «soprattutto se andrà a regime la riforma dei tecnici sul modello 4+2, in questo caso nel 2025-26 avremo la possibilità di far frequentare ai ragazzi percorsi di quattro anni con biennio all’Its: non abbiamo molto tempo per organizzare il tutto. Sappiamo che si tratta di una chance importante, molto importante, ma non abbiamo solo quello da gestire, anzi. L’Its riunisce scuole, enti di formazione, imprese, università ed enti locali, l’elenco dei soggetti fa comprendere che si tratta di metter mano a un’operazione delicata e importante. L’errore non è contemplato: soprattutto se pensiamo a cosa significa avere un Its, alle enormi, vastissime possibilità che dà».
Isabella Giardini


