Vacanze, il peso del rientro

Finiscono le vacanze, riparte la routine e con gli impegni quotidiani può arrivare stanchezza, malinconia e fatica a riprendere il ritmo, arrivando a un vero e proprio stress da rientro. Dopo giorni di ritmi più liberi, il cervello e il corpo devono riadattarsi a una quotidianità spesso più incalzante.

Mariacristina Migliardi
Mariacristina Migliardi

RIABITUARSI «Il cervello non si adatta velocemente ai cambiamenti di ritmi – spiega la dottoressa Mariacristina Migliardi, psicologa clinica e psicoterapeuta – In vacanza siamo abituati a dormire un po’ di più, a goderci la giornata e a vivere ritmi più lenti. Rientrare e immergerci nella routine quotidiana rappresenta un momento di scombussolamento per le nostre abitudini e per il nostro cervello». Pertanto il primo consiglio è evitare, quando possibile, un ritorno immediato alla piena velocità. «È importante cercare di fare un rientro graduale – sottolinea Migliardi – Qualcuno suggerisce anche di rientrare due o tre giorni prima, così da permettere al cervello e al fisico di ritrovare piano piano quei ritmi che nella vita quotidiana sono spesso incalzanti». La malinconia di fine ferie non è necessariamente un segnale di qualcosa che non va. In letteratura si parla di “Vacation blues” o “Holiday blues”, un’espressione che descrive il calo dell’umore legato al ritorno agli impegni. «Questo rientro può essere vissuto quasi come un piccolo lutto – osserva la psicologa – dobbiamo fare i conti con la tristezza di lasciare quella libertà, quella spensieratezza e tutto ciò che di positivo ci portiamo dalle vacanze». Ma il paragone va interpretato ovviamente con cautela.

Certamente non possiamo parlare di una sindrome depressiva vera e propria, che ha caratteristiche diverse per intensità e durata. Il Vacation blues è piuttosto una grande tristezza per i piaceri e la libertà persi, che di solito rientra dopo poco.

BUONE NORME La soluzione pertanto non è cancellare l’esperienza delle vacanze, ma portarne alcuni elementi nella vita di tutti i giorni. «Dovremmo cercare di preservare degli spazi per noi e per il nostro benessere – suggerisce Migliardi – come attività fisica, lettura e hobby che possono diventare piccoli appuntamenti da difendere anche quando gli impegni aumentano. Ritagliarci dei momenti per fare attività fisica fa sicuramente bene, così come coltivare piacevoli abitudini che abbiamo cominciato in vacanza». E particolare importanza hanno soprattutto la luce naturale e le relazioni. «È importante cercare di procrastinare il tempo all’aria aperta. Sappiamo che il sole e la luce sono molto importanti per il nostro benessere fisico e psichico, così come la rete sociale aiuta a conservare quella dimensione positiva». Il punto è quindi ripensare i propri ritmi, anche nella vita di tutti i giorni. «Dovremmo cercare di preservare degli spazi per noi, lasciarci anche riposare, avere persino il tempo di annoiarci un pochino: è una cosa che ci permette di recuperare dei ritmi molto più naturali». La vacanza, insomma, non deve finire completamente quando si torna a casa, anzi alcune abitudini positive possono e devono accompagnarci per tutto l’anno.

Rossana Zorzato

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