«E’ solo questione di tempo, questa amministrazione è comunque giunta al capolinea». Le certezze e le reazioni del giorno dopo, da parte dei forzisti dissidenti che una settimana fa, precisamente il 17 dicembre, avevano votato a favore della mozione di sfiducia nel tentativo di far cadere la giunta Ceffa, salvo poi ripensarci e tornare sui propri passi e abbandonare l’aula nella seduta di ieri, consentendo l’approvazione del bilancio e salvando in calcio d’angolo l’amministrazione.

REAZIONI Il motivo si riconduce, politicamente parlando, a un atto di «responsabilità nei confronti della città – spiega Giuseppe Squillaci, capogruppo di Forza Italia Ppe – noi facciamo comunque parte di un partito di centrodestra. La responsabilità di mandare a casa questa amministrazione non può essere mia, di Onori e di Garifullina. E’ la maggioranza che deve capire che non ha più nulla da dare a Vigevano e che dovrebbe dimettersi per il bene della città. Sta portando avanti un governo che col centrodestra non c’entra nulla: ormai se ne sono resi conto praticamente tutti». Il dietrofront, o per meglio dire il regalo di Natale fatto alla giunta Ceffa, non è passato inosservato nemmeno davanti agli occhi delle altre forze di opposizione:
«A sinistra – prosegue Squillaci – sono abituati a fare processi su qualsiasi cosa. Io non posso e non mi sono preso la responsabilità di sfasciare il centrodestra».
Giulio Onori, di fatto si limita a un «abbiamo fatto quello che ritenevamo più giusto».
RESPONSABILITA’ Alla fine è prevalsa, contro ogni pronostico, la linea del garantismo, tanto che anche Antonello Galiani, coordinatore provinciale di Forza Italia, loda il ripensamento di Squillaci, Onori e Garifullina: «I 3 consiglieri – evidenzia Galiani – hanno avuto un atto di responsabilità nei confronti della città e dei cittadini. Hanno dimostrato, con questa decisione, di aver messo al centro di tutto l’interesse di Vigevano. E’ stata la dimostrazione della responsabilità che hanno avuto nei confronti di Forza Italia come partito, rappresentato anche dai vertici provinciali, regionali e nazionali».
Edoardo Varese

