In Italia solo un minore di 18 anni su tre ha l’abitudine e la possibilità di leggere libri, mentre la percentuale sale a tre su quattro se i genitori sono a loro volta lettori. Un divario che è la diretta conseguenza della povertà educativa, una catena che si tramuta in disuguaglianza sociale e culturale.
POVERTÀ EDUCATIVA La presenza delle biblioteche, concepite come templi della conoscenza, sul territorio italiano è disomogenea e spesso insufficiente. In regioni come Sicilia, Campania e Calabria, dove la sete di cultura è acuita da problemi strutturali, la scarsità di spazi dedicati alla lettura accentua il senso di abbandono. Ma qual è la situazione nell’area interna della Lomellina, soprattutto nei paesi più piccoli? «A Nicorvo in ottobre – racconta il sindaco Michele Ratti – con un convegno sulla via Francigena abbiamo inaugurato una biblioteca nei locali delle ex scuole, dove operano sei volontarie guidate dall’ex insegnante Giovanna Brognoli. Sono state organizzate delle serate per promuovere i giochi da tavolo, e un corso di pittura ad acquerello».
Stiamo raccogliendo libri in eccesso da altre biblioteche, ma oltre a un luogo di lettura vogliamo che questo sia un involucro per eventi e manifestazioni, conferenze, presentazioni di libri, e vorremmo allestire anche un cineforum.
POLI CULTURALI Un polo culturale insomma che tenga conto di quanto le politiche educative debbano puntare a una rete integrata, capace di unire scuole, biblioteche e comunità. «Ogni mese – spiega Marco Feccia, presidente della biblioteca comunale “Giuseppe Marucchi” di Valle Lomellina – grazie alla collaborazione dell’assessorato alla cultura, la sala polifunzionale “Alessandro Savini” ospita presentazioni di libri, concerti, spettacoli teatrali, conferenze. Abbiamo un ottimo rapporto con le scuole, con le quali organizziamo incontri di promozione della lettura e visite alla biblioteca, che è aperta mercoledì e sabato, giorno in cui le scuole primarie vengono per laboratori creativi e letture animate. Ma l’affluenza personale dei ragazzi al di fuori del dato scolastico è bassissima. Mi auguro a questo punto che i bambini abbiano dei libri in casa, o che utilizzino altre forme di lettura, dal tablet all’e-book».
PER I PIÙ PICCOLI Più consolanti i dati di Alagna: «La biblioteca comunale, oltre alla classica sala lettura – spiega la vicesindaco Cristiana Fornasati – ha anche una stanza per i più piccoli, con arredamento a misura di bimbo, ed è focalizzata su attività che possano coinvolgere bambini e ragazzi, dalle giornate del “Crucibiblio” al “Catalogo dei desideri”, dove ogni studente delle scuole medie e superiori ha potuto scegliere un testo che avrebbe voluto leggere, con l’assicurazione che la biblioteca lo avrebbe messo in catalogo». Lunedì 24 marzo si è celebrata la giornata mondiale della lettura: un’iniziativa che andrebbe promossa non solo una volta all’anno. Perché, come dice un proverbio arabo, «un libro è un giardino che puoi custodire in tasca»: un piccolo scrigno di speranze che, se coltivato, può trasformarsi in un intero universo.
Davide Zardo

