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«Prendere la cittadinanza italiana adesso è più difficile». Lo dice Gabriela Corigliano, residente a Sartirana dal 1985, e referente per la Lomellina dell’associazione “Cuore argentino”, nata a Milano nel 2015.

CUORE ARGENTINO «Questo gruppo è stato costituito in seguito alla grande quantità di immigrati provenienti dall’Argentina, in gran parte favoriti dallo “iure sanguinis”, che prevede la cittadinanza italiana a chi nasce all’estero con un genitore italiano. Adesso, col nuovo decreto, bisogna avere anche un nonno italiano, e genitori e nonni non devono essere in possesso di doppia cittadinanza. Io faccio parte di quelle persone denominate “italiani nati all’estero”: se qualunque italiano nel mondo ha un figlio, quel figlio è italiano». Gabriela è venuta in Italia quando era ancora minorenne: «Era più facile attraverso il Consolato argentino, ma io ho sbrigato le pratiche in questura, mio padre ha preparato tutta la documentazione, e ci sono voluti solo 2 mesi. Anche mia madre, che aveva sposato un italiano, ha impiegato lo stesso tempo per ottenere la cittadinanza. Adesso ci vogliono 2 anni se hai figli, 3 se non li hai. E devi avere la certificazione B1 per la conoscenza della lingua italiana». A Valle nel 2024 sono arrivate 15 richieste di cittadinanza, di cui molte basate sullo “iure sanguinis, soprattutto dal Brasile.
Quest’anno sono meno numerose – spiega il sindaco Roberto Bertassi – forse anche perché il Ministero ha aumentato la tassazione per le spese di segreteria.
IL RIPOPOLAMENTO L’associazione “Cuore argentino”, punto di riferimento per chi viene dall’America Latina, a Milano è guidata da Alejandro Librace, e in Lomellina è protagonista di un ambizioso progetto di ripopolamento a Sartirana e Pieve del Cairo, dove le scuole dell’obbligo hanno potuto restare aperte col raggiungimento del numero minimo grazie alla presenza di alunni provenienti soprattutto dall’Argentina. «A Pieve ci sono 5 famiglie italo-argentine – racconta il sindaco Niccolò Capittini – perfettamente integrate nella vita cittadina. Sono tutte persone per bene, che hanno trovato lavoro nei dintorni; molti si sono iscritti alla Pro loco e uno di loro sta aprendo un’attività di toelettature per cani». Gabriela conferma: «A Sartirana negli ultimi anni sono arrivate 7 famiglie, poi qualcuno si è spostato a Casale Monferrato e a Voghera per lavoro, anche se a malincuore perché qui si sono trovati bene. Consiglio sempre i piccoli paesi agli argentini che vengono in Italia: in un paesino sai sempre dov’è tuo figlio, anche se va in giro, non è come in città dove tutto è più distaccato, più freddo. L’immigrazione c’è sempre stata, ma la gente deve capire che non tutti gli immigrati hanno le stesse necessità. Dal Mediterraneo arrivano sui barconi, e hanno bisogno di un milione di cose. Dal Sud America arriviamo comodamente in aereo, non c’è nessuno senza un soldo. “Cuore argentino” li aiuta a fare i documenti, ma poi li lascia liberi, senza essere invadente, in modo da farli diventare autonomi. Abbiamo solo un problema: trovare casa. A Sartirana ci sono tante dimore sfitte, che andrebbero però ristrutturate e messe a norma per diventare abitabili. Se qualcuno volesse investire in questo progetto si potrebbe davvero ripopolare il territorio, anche in altri paesi della Lomellina».
Davide Zardo

