Speciale Csi / La legge di Marugi: «Pressing alto, a calcio vince chi segna di più»

In Italia si vince con la miglior difesa: Gabriele Marugi, allenatore di Arluno, non è proprio d’accordo con questa filosofia di gioco. Quest’anno ha guidato la squadra alla vittoria del campionato e lo ha fatto adottato uno stile di gioco principalmente offensivo.

I suoi colleghi delle altre squadre hanno deciso di votarlo come migliore allenatore e di attribuire a lui “la panchina d’oro”, riconoscimento ideato da L’Araldo per premiare il miglior tecnico della stagione. Tecnico commerciale per una ditta chimica, il fine settimana si accomoda in panchina e si impegna a trasmettere ai suoi giocatori la sua idea di calcio:

Vero che l’equilibrio vince su tutto, ma è altrettanto vero che con un calcio offensivo dietro si può stare più tranquilli. Alla squadra ho chiesto di pressare alto, recuperare la palla e di arrivare in porta il prima possibile. Questo è lo stile che ho sempre cercato di usare dal momento in cui sono diventato un allenatore.

La sua esperienza di allenatore e il suo desiderio di voler trasmettere indicazioni ai suoi ragazzi dalla panchina inizia a Sedriano: «Sono stato l’allenatore in seconda degli Allievi – ricorda Marugi – da quel momento ho deciso di entrare in questo mondo. Successivamente sono arrivato ad Arluno e da giocatore sono diventato allenatore a tutti gli effetti. In questo ambiente ho capito di far parte di un gruppo d’alto livello. Oltre alla nostra in campionato abbiamo trovato squadre forti e con in rosa elementi d’alto livello, con giocatori con un passato anche nei campionati di categoria». Marugi si è impegnato a mettere la sua esperienza al servizio della squadra.

Arluno

La vittoria di Arluno è il risultato di un progetto e di una programmazione iniziati almeno tre anni fa, con il tecnico di fede juventina che è andato alla costante ricerca di un modulo idoneo a mettere in risalto le qualità di ogni giocatore della squadra: «Il primo anno ho usato il 4-4-2, poi sono passato al 3-5-2 e quest’anno al 4-2-3-1. La scelta sul come disporre la squadra sul rettangolo di gioco è spesso dipesa dai giocatori che avevo di volta in volta a disposizione. Non posso usare un 4-3-3 se questo modulo non consente a uno o più giocatori di potersi esprimere al meglio. Se tutti i giocatori si trovano a proprio agio, gioca bene la squadra e in genere giocando bene si hanno più probabilità di vincere». Mentre inizia a pensare alla prossima stagione, con Arluno che cercherà di difendere il titolo, mister Marugi riflette sulla componente educativa che non può mancare in chi fa calcio, in chi lo spiega e in chi lo segue: «Sono padre di due figli che giocano a calcio. Come genitore e amante di questo sport ribadisco l’importanza di trasmettere cultura e rispetto fin dai primi anni di età. Il calcio, che sia amatoriale o professionistico, deve essere seguita da persone che conoscono l’importanza dell’educazione. Ai miei figli e ai miei ragazzi, che considero la mia seconda famiglia, cerco di trasmettere questi valori. Ringrazio la società, il presidente Iaria Cova, lo staff formato da Stefano Monferone, Luca Raccagni, Mario Oldani e mia moglie che mi ha accompagnato in questo viaggio».

Edoardo Varese

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