Anche una rubrica come questa talvolta deve obbedire a delle imposizioni editoriali. Capita quando il direttore (non dirò quale dei due) prima della riunione settimanale fa irruzione in redazione sventolando la foto di una falena e chiedendo di identificare cotanto prodigio della natura.
Al di là delle battute, il soggetto fotografato meritava davvero un’indagine più approfondita: lungo circa 4 centimetri, e dall’apertura alare di quasi il doppio, sembrava essere a riposo su una panchina del chiostro del seminario, luogo dalle insospettabili sorprese naturalistiche (ci nidificavano anche i gabbiani, ma di questo parleremo un’altra volta). Da non esperti di entomologia (la branca della scienza che studia gli insetti) la prima comparazione è stata puramente a livello esteriore:
guardando delle foto su internet, la falena del seminario sembrava proprio essere una Hyles lineata, un bel lepidottero notturno ma che, di giorno, non è raro trovare a riposo in aree riparate e ombrose.
Qua però è arrivato il primo inghippo: la lineata è infatti una specie nordamericana. E per quanto non sia impossibile trovare animali provenienti da altri luoghi (solo per restare nel campo degli insetti, basti pensare alla zanzara tigre, alla cimice asiatica o alla popilia japonica) prima di urlare all’alloctono invasore bisognava essere certi di non star confondendoci con una specie nostrana. Qualcosa in effetti non quadrava: benchè simili, le falene ritratte nella foto prese dal web e quella del direttore si differenziavano per alcuni dettagli, in particolare sul disegno presente sul “dorso” dell’insetto. I nostri dubbi sono stati in effetti fugati da un “identikit” a cura di Paolo Mazzei realizzato dall’Associazione lepidetterologica italiana, realtà che si occupa dello studio di farfalle e falene fondata, tra gli altri, anche da un naturalista lomellino, il sommese Carlo Matessi.
Tornando alla nostra falena, per essere una lineata avrebbe dovuto presentare altre due linee bianche longitudinali sulla tegula (la parte del corpo che protegge l’ala) e una sopra la testa. L’assenza di tali “decorazioni” la identificava come un bellissimo esemplare di Hyles livornica, stretta parente della lineata americana (tanto che furono a lungo considerate la stessa specie) e questa sì diffusa anche alle nostre latitudini. Nessuna bizzarria della natura dunque: ma uno dei nostri tanti “coinquilini” ai quali passiamo di fianco ogni giorno, che talvolta meriterebbero più di uno sguardo distratto o, nel caso degli insetti, persino schifato.
Alessio Facciolo

