Una giornata intensa e luminosa quella vissuta sabato 31 maggio a Mortara da un bel gruppo di adolescenti provenienti da diverse parrocchie del Vicariato. Un appuntamento significativo, promosso e voluto dal Vicariato di Mortara, pensato per far vivere ai ragazzi un tempo di preghiera, incontro e riflessione in autentico spirito giubilare, proprio nel cuore di questo Anno Santo.
MISSIONI L’obiettivo? Celebrare la fede dei ragazzi, accompagnarli a vivere con consapevolezza il loro cammino nella Chiesa e, soprattutto, consegnare a loro il mandato come animatori per i Grest parrocchiali dell’estate 2025. Due i momenti forti del pomeriggio: la celebrazione giubilare in basilica e i laboratori esperienziali presso l’Oratorio Cappa Ricci. La celebrazione, introdotta con calore e semplicità da don Riccardo Campari – parroco di Parona e delegato diocesano per la pastorale giovanile – ha visto radunarsi in basilica ragazzi, educatori e sacerdoti in un clima di raccoglimento ma anche di entusiasmo. Nell’omelia, don Riccardo ha indicato il beato Carlo Acutis come figura centrale della giornata: un ragazzo come tanti, ma che ha saputo vivere fino in fondo la propria fede trasformando la quotidianità in un’occasione di dono e di gioia.
Carlo – ha detto don Riccardo – non era un supereroe: era uno come voi, con le sue passioni, le sue fragilità, ma ha saputo mettersi in gioco, scegliendo la gioia vera, quella che nasce dall’amore per Gesù e dal servizio agli altri.
E proprio questo è stato l’invito rivolto ai presenti: diventare cercatori di gioia, mettendo impegno e cuore in quello che già vivono ogni giorno, e preparandosi con responsabilità a ciò che sarà chiesto loro come animatori. Un mandato importante e delicato, perché le comunità non solo pregano per i loro giovani, ma mostrano una fiducia concreta, affidando loro una delle missioni più preziose: accompagnare, educare, custodire i più piccoli, i bambini.
IL SIGNIFICATO Dopo la preghiera, i ragazzi si sono spostati presso l’Oratorio Cappa Ricci dove, attraverso una serie di laboratori ispirati alla figura del beato Carlo Acutis, hanno potuto riflettere sul senso del mandato ricevuto. I laboratori li hanno aiutati a individuare alcune parole chiave collegate all’essere animatori come gioia, responsabilità, servizio, comunità e a confrontarle con la propria esperienza concreta, affinché l’animazione non resti solo un’attività estiva, ma diventi uno stile di vita. Un modo di stare nella comunità e tra i più piccoli con consapevolezza e generosità, sull’esempio di chi, come Carlo, ha fatto della normalità una via per la santità. La giornata si è conclusa con un semplice ma importante invito: quello a rivedersi durante l’estate, nei diversi oratori, in occasione delle visite che il vescovo farà ai Grest delle varie parrocchie. Un segno di attenzione e comunione che lega i passi di una Chiesa in cammino.
don Carlo Cattaneo

