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Alcol e cocaina le sostanze protagoniste in Lomellina. Nel territorio la situazione delle dipendenze rimane sostanzialmente stabile, ma a fotografare da vicino la realtà è il dottor Salvatore Messina, direttore del Serd di Vigevano.

SOSTANZE «I numeri sono sempre più o meno gli stessi da anni — spiega Messina — ma quello che colpisce è la nettissima presenza di alcol e cocaina. Per quanto riguarda gli oppiacei ci sono pochi nuovi casi, ma la maggior parte di questi sono provenienti da altri territori lombardi e inseriti nelle comunità terapeutiche del territorio». Un dato che fa riflettere perché, accanto a consumi di sostanze illegali come la cocaina, l’alcol resta una costante sottovalutata. «L’alcol è ovunque è come il prezzemolo — sottolinea Messina — Si trova facilmente ed è socialmente accettato, ma spesso non lo si assume da solo. Anche quando si usa un’altra sostanza, come la cocaina o altri tipi di droghe, l’alcol è quasi sempre presente». Sostanza onnipresente e sempre più spesso accessibile per i minori,
disinibisce, fa sentire più forti, più spiritosi, più socievoli e spesso è proprio l’alcol a far venire voglia di cocaina nelle persone più deboli o già con una dipendenza.
ALCOLISMO Un’abitudine quotidiana che è solo apparentemente innocua e che gode anche di un’ampia tolleranza sociale. «Un aperitivo a mezzogiorno, un bicchiere di vino a pranzo, un altro all’apericena e si arriva facilmente a quattro unità alcoliche al giorno, quando per un uomo due sono il limite massimo consigliato, per una donna una sola – continua il direttore del Serd – Chi beve così non è un alcolista, ma spesso non si rende conto di avere uno stile di consumo smodato». A preoccupare sono anche i giovani. I numeri di minori e ragazzi tra i 16 e i 24 anni presi in carico dal Serd non sono molti, ma la ragione non è confortante. «La maggior parte di loro arriva qui perché incappa nelle maglie della giustizia.

C’è la cosiddetta “messa alla prova”, per cui chi commette un reato viene affidato ai servizi sociali e, se dichiara di fare uso di sostanze, deve seguire un percorso anche da noi. Ma di loro iniziativa non verrebbero». E spesso non ce ne sarebbe neppure bisogno in questi casi. «Se un ragazzo fuma uno spinello ogni tanto, rientra ancora nell’uso, non nell’abuso. Finché l’uso non sfocia in dipendenza, non serve un intervento terapeutico, ma piuttosto di prevenzione e informazione». Messina spiega bene la differenza. «L’uso significa sapersi porre un limite e potersi staccare senza patire troppo. L’abuso è quando una sostanza diventa irrinunciabile, mentre la dipendenza è quando la vita gira tutta intorno a quella sostanza».
ALTRE SOSTANZE In Lomellina invece l’eroina pare quasi sparita dai radar del Serd, anche se non bisogna abbassare la guardia. «Nuovi casi se ne vedono pochissimi, si contano sulle dita di due mani». E il fentanyl, che negli Stati Uniti miete vittime, nel territorio non è ancora arrivato per vie illegali. «Da noi il fentanyl è solo quello ad uso sanitario». Un altro fronte è l’uso scorretto di psicofarmaci combinati all’alcol. «C’è chi va da più medici, chi cambia farmacia, chi falsifica ricette, sono comportamenti rischiosi che spesso sfuggono ai controlli».
Rossana Zorzato

