È di ieri la delibera di giunta sull’adozione del Manifesto della comunicazione non ostile, promosso dall’associazione Parole O_Stili nata in Italia 9 anni fa da un gruppo di volenterosi per incoraggiare gli utenti del web (ma anche della “vita reale”) a pesare le parole e scegliere forme di comunicazione “non ostile”. Il Manifesto (https://www.paroleostili.it )non dice solo come scegliere le parole da dire, ma ci invita a chiederci come vogliamo stare nella comunità e dialogare con essa. Infatti si adatta a tanti campi, dalla comunicazione al rapporto tra pubblica amministrazione e cittadino, dall’informatica (l’alimentazione dei sistemi di intelligenza artificiale!) alla politica.
DIECI PRINCIPI CHIARI «Già nel 2021 – spiega il vice sindaco Marzia Segù – come cittadina e come amministratrice, lo avevo sottoscritto personalmente, riconoscendone la forza e l’attualità. Si tratta di dieci principi chiari e semplici che invitano a un uso consapevole e rispettoso del linguaggio, sia nella comunicazione pubblica che nelle relazioni quotidiane. E ci sfidano ad essere leali con gli altri e prima ancora con noi stessi. Il primo ad esempio afferma: dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona».
Da quattro anni è un pensiero fisso della vice sindaco, che oggi, con la delega ai Servizi alla città, ha avuto la possibilità di trasformare in un atto amministrativo.
«L’adozione del Manifesto da parte del Comune di Vigevano – aggiunge Segù – rappresenta, credo e spero, l’inizio di un percorso che non si esaurisce nella sottoscrizione, ma che porterà a sviluppare azioni, progetti formativi e campagne di sensibilizzazione per favorire una comunicazione corretta, costruttiva e mai ostile, capace di creare fiducia e di avvicinare i cittadini alle istituzioni».
UNA PRIMA PIETRA L’adozione del Manifesto della comunicazione non ostile, fanno sapere dal Comune, vuole dunque essere la prima pietra di un progetto, per fare di Vigevano una comunità ancora più inclusiva, accogliente e solidale. Un luogo dove la politica, l’amministrazione, la gente usano le stesse parole e si riducono al minimo malintesi, non detti, distanze.
Massimo Sala


