Ci vogliono fino a due anni per avere una certificazione Dsa con il servizio pubblico in provincia di Pavia. Che per un bambino delle scuole elementari con un deficit nell’apprendimento rappresentano un tempo lunghissimo. Vuol dire affrontare metà di un ciclo di studi senza gli strumenti necessari. Ma come si arriva a una diagnosi?
IN PRINCIPIO Comincia tutto con un maestro o un professore che nota delle difficoltà con un alunno e ne informa i genitori. È il caso di somministrare un test specifico al bambino, che potrebbe avere un generico Disturbo specifico dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia). Per farlo bisogna rivolgersi a un ente specifico. Ad esempio si può contattare l’Ospedale civile di Vigevano al reparto neuropsichiatria infantile (che però è sotto organico e nei prossimi mesi potrebbe perdere anche l’unico medico disponibile). La risposta dell’addetto però è:
C’è una lista d’attesa impegnativa. Ci sono dei bambini che aspettano da aprile 2025 per avere una prima visita. L’opzione B è quella di rivolgersi al Mondino a Pavia, ma ci sono criteri restrittivi per poter accedere. Comunque noi la mettiamo in lista d’attesa.
A PAVIA La Fondazione Mondino a Pavia nel campo della neuropsicologia è una vera e propria autorità in Italia. E lo dimostra il fatto che la lista d’attesa in questo caso è molto più lunga. Per poter accedere a una visita gratuita ci vogliono due anni. In pratica, se il Disturbo dell’apprendimento è ipotizzato in prima elementare, fino in terza elementare non ci sarà alcuna diagnosi, ma i dati dimostrano che di solito l’allarme scatta più avanti, a primaria inoltrata o addirittura alla secondaria di primo grado.
CONTROMISURE Questo significa che non sono previsti gli adeguati strumenti dispensativi e compensativi, come l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico e di mezzi di apprendimento alternativi e tecnologie informatiche. Inoltre dovranno sottoporsi ai compiti in classe e ai test come tutti gli altri. Il rischio è quello di perdere due anni di lavoro se non quello di perdere proprio degli anni scolastici. Per fortuna, è bene precisarlo, nella maggior parte dei casi gli istituti scolastici e i docenti, consapevoli dei tempi d’attesa, non attendono una diagnosi per intervenire; in attesa che il Disturbo sia ufficialmente riconosciuto, è possibile procedere con un Piano per Bisogno Educativo Speciale (Bes) e introdurre le prime misure compensative e dispensative.
PRIVATAMENTE Qualora non sia possibile né si voglia attendere è possibile rivolgersi al privato. Al Mondino sono offerte delle alternative a pagamento. Con 528 euro si può accedere a un test nel giro di un paio di mesi. Questo dipende dal fatto che alcuni medici dipendenti della struttura danno un’ulteriore disponibilità (la cosiddetta attività extramoenia). La prima visita costa 77 euro, un test di sviluppo cognitivo costa 132 euro e le valutazioni neuropsicologiche 253 euro. La consegna della relazione finale prevede una spesa di 66 euro. Nel privato paradossalmente si può trovare a meno. È il caso dello Scrigno Magico, che da settembre a Vigevano fa pagare 120 euro la visita iniziale e poi, spiegano, «si passa per il Servizio sanitario nazionale». I centri privati per fornire una diagnosi devono avere un’equipe composta da uno psicologo, un logopedista, un neurologo e un pedagogista. Esistono centri convenzionati e abilitati. I primi sono sussidiari al pubblico e coperti da ticket. I secondi sono a pagamento e in media una diagnosi costa dai 300 agli 800 euro. I centri privati possono essere abilitati o convenzionati. I primi costano di più perché non hanno alcuna convenzione con il pubblico, quindi, minori controlli.
Andrea Ballone


