Rapina a Dorno, dopo dieci mesi presi i banditi

C’è voluto quasi un anno, e la collaborazione dei colleghi di Catania, ma alla fine i carabinieri di Garlasco sono riusciti a catturare i responsabili della rapina avventa in una gioielleria di Dorno il 15 febbraio 2025. Il 31 dicembre i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Pavia nei confronti di P.M., classe 1959, residente a Catania e con precedenti penali, e F.N., classe 1959, originario di Paola, senza fissa dimora, pluripregiudicato, già detenuto presso la casa circondariale di Pavia.

LA RAPINA L’indagine è partita dalla denuncia presentata dai titolari della gioielleria “Cremona” di Dorno in relazione alla rapina avvenuta il 15 febbraio dello scorso anno. Intorno alle ore 18.15, P.M. e un complice, travisati con parrucche e berretto, erano entrati nell’esercizio fingendosi clienti interessati all’acquisto di un orologio; poco dopo P.M. aveva estratto una pistola a tamburo, minacciando i coniugi e costringendoli a consegnare orologi Rolex e altri preziosi per un valore complessivo di circa 57mila euro. Durante la rapina il titolare aveva tentato di reagire cercando di disarmare l’uomo, ma era stato scaraventato a terra e colpito con calci, mentre il complice bloccava la moglie per impedirle di intervenire; e anche la donna era stata successivamente aggredita, riportando lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Dopo il colpo i rapinatori si erano allontanati a bordo di un’autovettura, alla guida della quale, secondo gli accertamenti, si trovava F.N.

I COMPLICI Le successive attività investigative hanno consentito di identificare i due arrestati e di accertare il coinvolgimento, a vario titolo, di altre sei persone, deferite in stato di libertà: Z.S., classe 1969, ritenuto il secondo rapinatore; G.L., classe 1964; G.S., classe 1978; F.G.V., classe 1997; F.L., classe 1955; V.T., classe 1972. Nel corso delle indagini a Z.S. è stato prelevato un campione salivare per la comparazione con le tracce biologiche rinvenute durante il sopralluogo effettuato subito dopo la rapina. Al termine delle formalità di rito, P.M. è stato trasferito alla casa circondariale di Catania.

Davide Zardo

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