Lo spirito salesiano scorre negli oratori di Cristo Re a Vigevano, Garlasco, Mede e Sannazzaro come una corrente d’acqua buona, silenziosa ma ostinata, che non smette mai di nutrire. Sono luoghi intitolati a don Bosco, e non è un caso: lì si respira ancora il suo modo di stare al mondo, quel “fare rumore” con il bene, con la gioia, con la presenza.
UN NUOVO BATTITO Il 31 gennaio, quando si celebra la memoria del santo, non è solo una data sul calendario: è un battito che si rinnova. Negli oratori quei giorni diventano festa, gioco, memoria viva. Educatori e animatori non stanno in cattedra, ma in mezzo ai ragazzi, come voleva lui: con una palla tra i piedi, una risata pronta, un orecchio teso ad ascoltare. Alla parrocchia di San Giovanni Bosco in Cristo Re, sabato 31 gennaio arriveranno gli Scout dell’istituto Negrone per animare l’oratorio, in attesa della messa alle 18. A Garlasco la festa del santo educatore si celebra domenica 1 febbraio con una polentata a base di cosce di pollo e gorgonzola (20 euro, 10 per ragazzi sotto i 12 anni); a Mede con una lotteria che mette in palio ricchi premi, tra cui un viaggio a Lourdes e un weekend romantico per due;
a Sannazzaro l’oratorio si presenta come spazio di aggregazione e gioco, un cortile aperto di storie, risate e incontri per bambini e ragazzi.
GLI ORATORI Questo centro è spesso punto di riferimento per attività ricreative, momenti di catechesi, giochi di gruppo e iniziative con le famiglie. L’oratorio, come in molte comunità salesiane, nasce dal desiderio di don Bosco di creare un “cortile” dove ogni giovane possa sentirsi a casa, imparare, crescere insieme e coltivare amicizie profonde: uno spazio dove la luce del pomeriggio danza con l’eco delle voci dei ragazzi e delle ragazze. A Garlasco l’oratorio è spesso cuore pulsante di attività pomeridiane: giochi, incontri, momenti di preghiera, spazi di doposcuola e animazione, intrecci di volti e risate che rendono vivo ogni cortile. I suoi spazi, strutturati anche per accogliere iniziative estive come il classico Grest, sono parte della vita comunitaria locale. A Mede, fra luci che si allungano sui muretti e l’eco dei cori, questo oratorio è uno di quei posti dove l’energia dei giovani si intreccia con la tradizione e la comunità locale: doposcuola, momenti di festa, momenti di gioco e qualche campo estivo che si insinua leggero come un sogno d’estate nel cuore del paese.
VOCI DIVERSE A Garlasco l’oratorio è un cortile dove si cresce insieme, a Mede una casa che accoglie, a Sannazzaro un laboratorio di sogni testardi. Tre paesi, tre voci diverse, ma un’unica melodia: educare con dolcezza, prevenire invece di punire, credere nei giovani prima ancora che lo facciano loro. Lo spirito salesiano lì non è nostalgia, è presente che cammina. È una luce accesa anche quando fa buio, è la pazienza di chi sa aspettare, è la fiducia ostinata che ogni ragazzo, anche il più scontroso, nasconda un seme di cielo. E ogni 31 gennaio, quel seme viene annaffiato di nuovo, tra giochi, preghiere, abbracci e futuro.
Davide Zardo



