Ladri in chiesa a Parona e Albonese, vandali al cimitero di Gambarana

Tra i banchi vuoti e il silenzio delle navate, qualcuno ha scelto di entrare non per pregare, ma per portare via. Ad Albonese, nella chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria e San Paolo apostolo, in via Cairoli, i ladri hanno colpito martedì 10 febbraio.

Hanno atteso l’orario di chiusura, quando le porte si socchiudono e il paese rallenta, poi hanno forzato l’ingresso laterale che conduce alla sacrestia. Da lì hanno portato via due calici. Non erano d’oro, non avevano – almeno sulla carta – un valore economico rilevante. Ma per una comunità un oggetto sacro non si pesa in grammi: si misura in memoria, riti, mani che lo hanno sollevato durante le messe di una vita. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Mortara per il sopralluogo. Le indagini sono in corso per risalire agli autori del furto. Un episodio simile si è verificato nelle stesse ore a Parona. Anche lì i ladri hanno preso di mira la chiesa, sottraendo arredi sacri e arrivando ad aprire il tabernacolo.

Non solo furto, ma anche gesti vandalici, come se al danno si fosse voluto aggiungere uno sfregio.

SGOMENTO Un silenzio che si è spezzato come una lastra di marmo. Giovedì 12 febbraio, al cimitero di Gambarana, i visitatori si sono trovati davanti a una scena difficile perfino da raccontare: bare aperte, ossa esposte, corpi in avanzato stato di decomposizione. Un’immagine che ha scosso la quiete del camposanto, trasformando un luogo di raccoglimento in uno scenario di profanazione. Secondo le prime ipotesi, potrebbe essersi trattato di un raid mirato a sottrarre anelli o gioielli ai defunti. Un gesto che aggiunge amarezza allo sgomento. «Ecco cosa spinge a fare il dio denaro», ha commentato il parroco, don Luca Discacciati, con parole che pesano come pietre. Sul posto sono intervenuti i tecnici di Ats, impegnati nella bonifica dell’area per scongiurare rischi batteriologici legati allo stato avanzato di decomposizione dei resti. Un intervento delicato, che richiederà tempo e attenzione.

Sarà un lavoro lungo – ha aggiunto il sacerdote – e bisogna anche tenere conto di eventuali nuove inumazioni, per ricomporre le spoglie che hanno subito questo scempio.

DOLORE Resta il dolore di una comunità ferita, costretta a fare i conti non solo con la morte, ma con l’oltraggio alla memoria. In un luogo dove si dovrebbe sussurrare, qualcuno ha urlato con la violenza dell’avidità. «Una cosa così non si era mai vista», dice il sindaco Franco Cattaneo, con una voce che sembra graffiata dall’incredulità.

Non si possono nemmeno chiamare animali i responsabili, perché sarebbe un insulto agli animali.

I loculi profanati sono otto. I ladri cercavano rame, lo hanno strappato, trascinato, poi abbandonato lì, come un bottino senza valore. Hanno agito in pieno pomeriggio, tra le 14.30 e le 16 di mercoledì, quando il tempo dovrebbe essere innocuo. Le spoglie, saccheggiate e mescolate tra loro, verranno ora ricomposte e deposte in una cappella-ossario comunale. «Abbiamo denunciato tutto all’Ats tramite Pec», aggiunge il sindaco. «È una cosa gravissima». E resta quel silenzio pesante del cimitero violato, dove anche i morti non hanno più pace. Dopo la profanazione di alcune tombe nel cimitero di Gambarana, il vescovo di Vigevano mons. Maurizio Gervasoni celebrerà una messa di “riparazione” con la Comunità che ha subito l’atto vandalico e sacrilego, lunedì 23 febbraio, ore 20.30 nella chiesa parrocchiale di Gambarana. Oltre alla popolazione, sono attesi anche tutti i Sindaci dei Comuni dell’Unità Pastorale Santa Maria di Acqualunga.

Ra

Le ultime

Vigevano, dieci denunce per documenti privi del chip

Dieci persone denunciate per aver asportato il microchip dai...

L’ultima maratona di New York di Merlo

Ci sono traguardi che si misurano in chilometri e...

Tromello: Musica, fumetti e tanto altro per San Martino

Tromello si prepara a vestirsi a festa per la...

Vigevano, più sicurezza per incroci e rotonde

Un regolamento di polizia urbana più semplice da attuare...

Login