A Pieve del Cairo era il figlio che tutti avrebbero voluto avere: dolce, affettuoso e prodigo di abbracci. Per questo la comunità è rimasta sconvolta dalla notizia della sua morte. Gianfranco Pusateri aveva 23 anni e viveva con la madre Daniela a Mede, dove si erano trasferiti da tre anni.
È stata proprio lei, sabato mattina, a telefonare al sindaco di Pieve, Niccolò Capittini, per dargli la terribile notizia. «Non sappiamo ancora con esattezza le cause della morte – racconta il primo cittadino – forse un’embolia polmonare conseguente a un’influenza. Aveva delle difficoltà cognitive dovute a una complicazione insorta durante la nascita, e una fragilità di fondo, ma nulla faceva presagire una cosa simile. Siamo tutti sconvolti. Gianfranco era un ragazzo molto sensibile, e la nostra comunità gli mancava molto. Qui tutti lo conoscevamo, era un po’ la nostra mascotte. Il suo saluto era un assalto di affetto ridondante e di quella purezza cristallina che davvero faceva la differenza. Possedeva un’eterna fanciullezza. Era diventato un ometto e quindi io, essendo minuto, dovevo prepararmi a quell’assalto ogniqualvolta lo intravedevo all’orizzonte.
Ci aveva regalato la misura del bene, con quella sua delicatezza, purezza, bellezza che era per tutti e di tutti.
Molto probabilmente il funerale si terrà qui a Pieve, almeno questa sarebbe la volontà della mamma Daniela». Gianfranco aveva avuto un malore nella notte di venerdì, ma purtroppo a nulla è servito l’arrivo dell’ambulanza. «Aveva fatto qui la Comunione e la Cresima – lo ricorda il parroco don Luca Discacciati – e partecipato a qualche Grest in estate. Tutti gli volevamo un gran bene. Quella della sua scomparsa è una notizia che mai avrei voluto ricevere».
Davide Zardo


