Coronavirus, oltre 600 morti nelle case di riposo pavesi

Circa 4900 contagiati e più di mille morti, di cui 6cento nelle case di riposo. Mentre l’Italia si appresta a fare ulteriori passi avanti sulla strada della riapertura e si aspettano i risultati delle prime due settimane di “fase 2”, questi sono i numeri della provincia di Pavia: uno certo, quello delle persone che hanno contratto il Sars-CoV-2 ovvero circa 890 ogni 100mila abitanti, gli altri due relativi ai decessi e desumibili solo da fonti indirette. Con la precisazione che le cifre reali potrebbero essere superiori anche di un ordine di grandezza rispetto a quelle rilevate, considerando che i casi di contagio potrebbero essere fino a dieci volte di più e che

Istat e Iss (Istituto superiore di sanità) a livello provinciale hanno calcolato un eccesso di mortalità del 132.9% nel mese di marzo rispetto alla media dei decessi nel lustro 2015-2019.

RIFUGI PER ANZIANI? Gran parte dei morti causati dal coronavirus si è avuta all’interno delle case di riposo. Secondo fonti de L’Araldo si tratterebbe di circa 6cento persone, un dato non molto diverso da quello registrato da Funzione Pubblica Cgil che, in un dossier dedicato a 44 rsa pavesi ovvero circa la metà del totale, ne ha contate 566 al 27 aprile scorso, anche se questo computo non distingue tra vittime del Covid-19 o di altre patologie. La copertura parziale delle strutture – restano escluse ad esempio 6 delle 14 con più di cento ospiti – lascia intendere che il valore finale dovrebbe essere più alto, considerando anche che nel report sono coperti 4138 posti letto su un totale di 5926 che risultano accreditati da Regione Lombardia a maggio 2019 (il 69.8%).

Si può ipotizzare una percentuale di decessi intorno al 15% dei soggetti presenti all’interno delle case di riposo della Provincia.

morti nelle case di riposo

DISTRIBUZIONE Questa percentuale varia molto da struttura a struttura, a seconda dell’impatto che ha avuto l’epidemia, cosicché nel documento raccolto dalla Cgil quattro residenze per anziani avrebbero tra il 50% e il 32.4% dei morti rispetto al totale degli ospiti. Si tratta della “Cortellona” di Mortara, della “Lavatelli” di Cassolnovo, della “San Tarciso” di Ottobiano e della “Comunale” di Zavattarello. Le cifre includono anche persone mancate per altri motivi e non sono ufficiali, in quanto alla richiesta presentata da più parti di conoscere i numeri in suo possesso – le case di riposo comunicano con regolarità i positivi e i decessi – Ats di Pavia ha opposto il rifiuto.

Croce Rossa mare anziano
a Mascalucia (Sicilia) i volontari Cri mostrano il mare a un anziano #iltempodellagentilezza

INCHIESTA A far chiarezza potrebbe essere la Procura della Repubblica di Pavia, che ha aperto un’indagine guidata dal procuratore Giorgio Reposo e alla quale partecipano carabinieri – anche con il Ros – polizia di stato, guardia di finanza. L’iniziativa nasce in seguito agli esposti presentati da parenti di persone morte all’interno delle strutture pavesi e dalla denuncia di almeno un sindacato e

ha l’obiettivo di verificare se da parte delle case di riposo oppure degli enti e organismi preposti alla gestione dell’emergenza ci siano state omissioni, ritardi o altre responsabilità di natura penale.

Tra le situazioni lamentate e che saranno verificate la tardiva introduzione di misure di isolamento e di protezione – tanto del personale quanto degli ospiti – la mancata trasparenza nella comunicazione dello stato di salute dei degenti nonché delle cause di morte, il ricovero in ospedale quando il quadro clinico era compromesso. Nelle settimane scorse i Ros hanno svolto dei sopralluoghi a Garlasco, Certosa di Pavia e Cassolnovo, mentre Ats di Pavia ha effettuato accertamenti in diverse altre strutture, senza dimenticare che sotto la lente d’ingrandimento ci sarà anche l’operato della Agenzia diretta da Mara Azzi e incaricata della supervisione dell’emergenza a livello provinciale.

Giuseppe Del Signore

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