Starnuti, naso che cola e prurito tornano a scandire le giornate primaverili tra un’allergia e un’altra. Con l’arrivo della bella stagione tornano puntuali anche le allergie stagionali, un disturbo sempre più diffuso che colpisce milioni di persone. A scatenarle sono soprattutto i pollini, presenti nell’aria in concentrazioni elevate durante la fioritura, e responsabili di sintomi che interessano vie respiratorie e occhi.

NUMERI Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia circa una persona su tre soffre di allergie, con numeri in crescita negli ultimi decenni. Una tendenza confermata anche a livello globale, dove l’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea come le malattie allergiche rappresentino una delle sfide emergenti per la salute pubblica. «Nella maggior parte dei casi parliamo di starnuti frequenti, con muco molto liquido oppure assente, accompagnati da gola che pizzica, tosse secca e occhi che lacrimano e bruciano», spiega il dottor Alessandro Rubino, medico di medicina generale. Non sempre però chi ne soffre è stato allergico da sempre. «Si può diventare allergici anche in età adulta, con sintomi che variano da anno a anno per intensità». Il primo passo è quindi distinguere tra allergia nota e non nota e nel secondo caso è fondamentale capire se si tratta davvero di una reazione allergica o di un’infezione.
Una volta chiarito questo aspetto, bisogna valutare la gravità dei sintomi – spiega il medico – Se compaiono mancanza di fiato, costrizione al petto o segni asmatici, è opportuno contattare il medico.
CONSIGLI Ma è soprattutto sul fronte della prevenzione che si gioca la prima parte della partita. Tra le prime raccomandazioni vi è innanzitutto limitare l’esposizione ai pollini nelle ore e nei giorni più critici. «Conviene ridurre il tempo all’aperto nelle ore centrali della giornata, tra le 10 e le 17, quando la concentrazione è più alta – consiglia Rubino – privilegiando le uscite al mattino presto o in serata». Un’attenzione che si sposta anche sugli ambienti domestici dove «è meglio arieggiare nelle stesse fasce orarie e lavare spesso viso e mani, perché i pollini si depositano su pelle e vestiti». Altri due suggerimenti utili e spesso sottovalutati sono evitare di stendere il bucato all’aperto nei periodi più problematici, così come tenere i finestrini chiusi in auto. Ma un altro aiuto concreto arriva soprattutto dal monitoraggio. «Consultare il bollettino dei pollini permette infatti di prevedere i momenti più critici – sottolinea il medico di medicina generale – ma anche capire quale tipo specifico di polline è presente nell’aria in un determinato giorno». Quanto ai test allergici, non sempre è necessario farli in bassa stagione. «Questo genere di test vengono valutati in base alla severità dei sintomi e non vanno eseguiti sotto terapia antistaminica o durante una fase acuta dell’allergia – continua – Ma qualora la sintomatologia non fosse grave o invalidante e non si sta assumendo terapia cortisonica, è possibile farli anche durante la stagione primaverile. Tuttavia sono esami consigliati per chi ha una forte reazione allergica».
Rossana Zorzato

