Il nuovo primo cittadino di Vigevano, a poche ore dal ballottaggio, ha rilasciato a L’Araldo Lomellino un’approfondita intervista programmatica. Sindaco Previde Massara, quali saranno i primi tre provvedimenti che intende adottare nei primi cento giorni di mandato?
«I primi cento giorni dovranno essere dedicati a dare un segnale concreto di metodo e di direzione. Il primo provvedimento sarà l’avvio di un tavolo permanente per la sicurezza, in collaborazione con forze dell’ordine, istituzioni e realtà del territorio. Il secondo riguarderà la manutenzione e il decoro urbano, con un piano straordinario che coinvolga strade, verde pubblico e pulizia della città. Il terzo sarà l’apertura di un percorso stabile di ascolto e partecipazione con cittadini, quartieri, associazioni e categorie economiche, perché le decisioni più importanti devono nascere dal confronto con la comunità».
La sua vittoria è arrivata dopo un ballottaggio che ha ribaltato completamente i voti del primo turno. Come pensa di rappresentare anche quella parte di cittadini che ha sostenuto la sua avversaria Rossella Buratti?
«Le elezioni dividono, il governo di una città deve unire. Da sindaco rappresento tutti i vigevanesi, anche coloro che non mi hanno votato. Il mio impegno sarà quello di ascoltare ogni voce e valutare ogni proposta sulla base della sua utilità per la città, senza pregiudizi. Il risultato elettorale affida una responsabilità, non una rivincita».
Forza Italia ha definito la sua elezione una conferma della centralità del partito nella coalizione. Quale sarà il rapporto tra la sua amministrazione e la forza politica che l’ha sostenuta sin dall’inizio a spada tratta, spaccando addirittura il centrodestra?
«Nutro riconoscenza verso tutte le forze che hanno creduto nel progetto e hanno contribuito alla vittoria. Tuttavia, l’amministrazione comunale avrà come unico riferimento l’interesse di Vigevano. Il rapporto con le forze politiche sarà improntato al rispetto e alla collaborazione, ma il criterio guida resterà sempre il bene comune e non gli equilibri di partito».
Quali sono oggi le principali emergenze di Vigevano e come intende affrontarle concretamente?
«I temi più urgenti sono sicurezza, manutenzione urbana, rilancio economico e rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Per affrontarli servono presenza costante sul territorio, programmazione e capacità di costruire alleanze con gli altri livelli istituzionali. Vigevano deve tornare a essere una città curata, attrattiva e capace di offrire opportunità».
Nel corso della campagna elettorale ha raccolto molte aspettative da parte dei cittadini. Quale promessa ritiene più urgente da mantenere?
«La promessa più urgente è ristabilire un rapporto diretto tra amministrazione e cittadini. Le persone chiedono di sentirsi ascoltate e di vedere risposte concrete ai problemi quotidiani. Credo che la credibilità di un’amministrazione si misuri soprattutto sulla capacità di mantenere gli impegni presi».
Come immagina la Vigevano dei prossimi cinque anni e quale sarà il progetto simbolo del suo mandato?
«Immagino una Vigevano più ordinata, più sicura, più partecipata e più orgogliosa della propria identità. Più che un’opera simbolica, vorrei che il simbolo del mandato fosse un nuovo modo di amministrare: una città che torna a fare squadra e a valorizzare le proprie energie migliori, dal mondo economico a quello sociale e culturale. La partecipazione al voto è stata bassa».
In che modo intende coinvolgere maggiormente cittadini, associazioni e quartieri nelle scelte amministrative?
«La partecipazione non si chiede, si costruisce. Intendiamo creare occasioni regolari di confronto nei quartieri, rafforzare il dialogo con le associazioni e utilizzare strumenti che permettano ai cittadini di contribuire alle scelte amministrative. Le persone partecipano quando percepiscono che il loro contributo conta davvero. Uno dei temi più sentiti riguarda la sicurezza, lo sviluppo economico e l’occupazione».
Quali iniziative metterà in campo per restituire una città sicura, sostenere imprese, commercio e lavoro sul territorio?
«Sulla sicurezza lavoreremo in stretta sinergia con le forze dell’ordine, investendo anche nella prevenzione e nel presidio del territorio. Sul fronte economico vogliamo semplificare il rapporto tra Comune e imprese,
valorizzare il commercio di vicinato, sostenere le attività produttive e promuovere Vigevano come città attrattiva per investimenti, turismo e nuove opportunità occupazionali.
Quale ruolo potrà avere Vigevano all’interno della provincia di Pavia e nei rapporti con Regione Lombardia?
«Vigevano deve tornare a essere protagonista. Per dimensioni, storia e capacità produttiva ha tutte le caratteristiche per assumere un ruolo centrale nella Lomellina e nella provincia. Con Regione Lombardia vogliamo costruire un rapporto basato sulla collaborazione istituzionale e sulla capacità di presentare progetti concreti e credibili. Forza Italia parla di una classe dirigente radicata nel territorio e capace di vincere».
Quale sarà il suo stile di governo e quali caratteristiche chiederà alla squadra che la affiancherà in giunta?
«Chiederò competenza, disponibilità all’ascolto, spirito di servizio e capacità di lavorare in squadra. Lo stile di governo sarà improntato al dialogo, alla concretezza e alla responsabilità. I cittadini non giudicheranno le dichiarazioni, ma i risultati. Il risultato del primo turno e quello del ballottaggio mostrano dinamiche elettorali differenti».
Quale messaggio ritiene che gli elettori abbiano voluto inviare alla politica cittadina?
«Credo che gli elettori abbiano espresso una richiesta molto chiara: superare le contrapposizioni sterili e concentrarsi sui problemi reali della città. Hanno chiesto maggiore vicinanza, più ascolto e una politica capace di produrre risultati concreti».
Quale sarà il criterio principale nella scelta degli assessori: competenza tecnica, rappresentanza politica o equilibrio tra le due esigenze? E, soprattutto, quanto tempo impiegherà per creare la squadra?
«La buona amministrazione richiede un equilibrio tra competenza, rappresentanza e capacità operativa. La squadra dovrà essere composta da persone preparate, motivate e consapevoli della responsabilità che assumono. Procederò con rapidità ma senza fretta, perché la qualità delle scelte è più importante della velocità».
Al termine del mandato, quale obiettivo raggiunto le farebbe dire che questi cinque anni sono stati un successo per Vigevano?
«Considererò un successo aver lasciato una città più unita, più efficiente e più fiduciosa nel proprio futuro. Se i cittadini riusciranno a percepire un miglioramento concreto della qualità della vita e se Vigevano avrà ritrovato orgoglio, partecipazione e capacità di guardare avanti, allora potremo davvero dire di aver svolto bene il nostro compito».
Massimo Sala



