Riempire di vita spazi dimenticati, seminando fiori, erbe e ortaggi destinati a chiunque voglia raccoglierli.
CASO NAZIONALE È la missione di Piantaman, un uomo che preferisce restare nell’ombra e che dalla Lomellina è già diventato un caso nazionale, conquistando la ribalta di giornali e tv. Il misterioso personaggio vive nell’area di Vigevano e da tempo documenta sui social, con 745 follower su Facebook, le sue insolite incursioni verdi. Pur non indossando un mantello, ama definirsi un supereroe e, come molti protagonisti dei fumetti, custodisce gelosamente la propria identità. Di lui si conosce soltanto l’età: 49 anni. Dietro ai suoi gesti non c’è soltanto la passione per il giardinaggio. L’obiettivo è anche sociale.
In un periodo in cui molte persone fanno fatica ad arrivare alla fine del mese – ha spiegato alle telecamere – credo sia importante dimostrare che con azioni semplici si può contribuire al benessere collettivo.
Per questo semina in aree accessibili a tutti, lasciando che i frutti del suo lavoro siano liberamente raccolti dai passanti. C’è dunque chi passa davanti a un’aiuola abbandonata senza nemmeno notarla e chi, invece, la vede come un’opportunità.
LIBERO SCAMBIO Tra i suoi progetti futuri, anche la creazione di punti di condivisione dedicati agli ortaggi. L’idea è quella di allestire bancali dove chi produce più del necessario possa lasciare le eccedenze e chi ne ha bisogno possa prenderle. Una sorta di bookcrossing applicato ai prodotti dell’orto, basato sulla fiducia reciproca e sul senso di comunità. Piantaman è convinto che il contatto con la terra non debba essere riservato a pochi. Vorrebbe che sempre più cittadini mettessero a disposizione piccoli spazi per iniziative simili e che soprattutto i bambini imparassero il valore della collaborazione e della cura dell’ambiente. Non a caso, accanto alle sue piantine lascia spesso taniche d’acqua, invitando chi passa a contribuire all’irrigazione. L’esempio sembra già aver attecchito.
I SEGUACI Alcuni studenti universitari hanno manifestato interesse per il progetto e qualcuno ha iniziato a seguirne le orme. «Dentro molte persone – racconta – c’è un piccolo Piantaman che aspetta solo di uscire». Quanto alle critiche, non si mostra particolarmente preoccupato. Finora ha dovuto fare i conti soltanto con qualche piantina danneggiata. «Può succedere – osserva – ma continuo a pensare che seminare e condividere ciò che cresce sia una cosa giusta». Sulle polemiche ambientali che da anni interessano il territorio lomellino preferisce non soffermarsi. «Le discussioni servono fino a un certo punto. Oggi abbiamo bisogno soprattutto di esempi concreti. E i giovani, da questo punto di vista, stanno dimostrando una sensibilità crescente». Così, tra una manciata di semi e un terreno dimenticato, il misterioso seminatore continua la sua piccola rivoluzione verde, affidando alla natura il compito di trasformare un gesto individuale in un bene comune.
Davide Zardo


