A lezione per diventare DJ, utilizzando però una house non commerciale. È l’esperienza che hanno sperimentato in questi mesi i ragazzi dell’Istituto comprensivo Robecchi di Gambolò.
LE LEZIONI Da un punto di vista “tecnico”, per “house non commerciale” (spesso definita Underground) si intende quella branca della musica house che si allontana dai ritmi pop e radiofonici per concentrarsi su sonorità più ricercate, ipnotiche o “sporche”: «Siamo molto contenti – spiega Gabriele Sonzogni, dirigente scolastico dell’istituto – sono state coinvolte le prime e le seconde medie che per una volta a settimana hanno incontrato due DJ che hanno spiegato ai nostri alunni in cosa consiste questa professione. Ringrazio i ragazzi che hanno mostrato interesse nel partecipare a questo progetto durante il periodo scolastico e allo stesso tempo ringrazio il “DJ Arya” e il “DJ Church” per aver accompagnato gli studenti nella scoperta di questo genere musicale». L’iniziativa è stata promossa dal professor Alessandro Bardella, e ha coinvolto le prime e le seconde medie per un totale di 10 ore di lezione distribuite in poco più di un mese.
MUSICA NON COMMERCIALE A scendere più sul tecnico spiegando questo tipo di musica è invece Cesare Scavini, o meglio il “DJ Arya”: «Tra i generi che abbiamo proposto ai ragazzi ci sono melodic house, afro house, melodic techno e techno progressive. All’interno di questi generi c’è un mondo di sonorità complesse e allo stesso tempo complete. Quello che abbiamo fatto è offire ai giovani una musica perfetta per ballare in compagnia e perfetta da ascoltare in ogni momento». melodic house, un genere di musica elettronica che enfatizza le melodie, creando spesso e volentieri un’atmosfera sognante e introspettiva: un sottogenere della house music che si concentra sulla creazione di linee melodiche, spesso utilizzando strumenti come il pianoforte o plugin per pianoforte. In breve, mentre la house commerciale è fatta per essere “consumata” velocemente, quella non commerciale è fatta per essere vissuta intensamente in pista, dove la ripetizione diventa ipnosi e celebrazione.
RIFARLA IN FUTURO Tecniche che i ragazzi di Gambolò hanno avuto modo di imparare di persona: «Per il prossimo anno – continua Scavini – vogliamo coinvolgere ancora più alunni. Il nostro auspicio è che a tutti possa essere data la possibilità di vivere questa esperienza. Questo genere di musica parla il lingauggio delle nuove generazioni, racconta più di tutte il loro mondo, quindi è giusto che siano gli stessi ragazzi ad avere l’opportunità di poterla raccontare».
Edoardo Varese

