Tribunale a Vigevano, audizione senza appello

Nella discussione attorno alla revisione della geografia giudiziaria, non bisogna correre il rischio di veder sparire Vigevano dalle mappe.

L’APPELLO È questo l’appello, alle autorità cittadine ma non solo, lanciato dall’avvocato Giuseppe Antonio Madeo, ultimo presidente dell’ordine degli avvocati di Vigevano impegnato in una battaglia più che decennale per veder riaprire le porte del tribunale di via San Pio V. Nei giorni scorsi sono iniziate a Roma le audizioni davanti alla Commissione Giustizia della Camera nell’ambito del disegno di legge per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie: uno spiraglio concreto, forse il primo da anni, per poter discutere della riapertura del foro ducale inattivo ormai dal 2012. Ad aprire il valzer delle audizioni, quelle di carattere istituzionale, con Associazione Nazionale Magristrati, Comitato Nazionale per la Riapertura dei Tribunali soppressi, Comunità Montane e Presidenti delle Corti d’Appello di Palermo, Catania e Caltanissetta, seguite poi da quelle dei territori interessati. «A oggi, tuttavia, non abbiamo notizia se e quando si terrà l’audizione richiesta il 5 febbraio 2026 dal Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in Commissione Giustizia della Camera – è però la segnalazione che arriva da Madeo tramite una dettagliata nota (disponibile integralmente sul sito de L’Araldo) – per questo mi permetto di esortare il sindaco di Vigevano Paolo Previde Massara, il presidente della Regione Attilio Fontana, e tutti i parlamentari e consiglieri regionali del territorio a sollecitare tale audizione, che potrebbe rivelarsi davvero utile e decisiva per conseguire il risultato che Vigevano e l’intero territorio attendono da anni, al fine di porre rimedio all’ingiustizia subita». Il riferimento è al Decreto Legislativo 7 settembre 2012, n. 155, che (in ottica di spending review) 14 anni fa ha disposto la chiusura di 31 tribunali in tutta Italia, tra i quali quello di Vigevano.

tribunale

POCO INTERESSE Appeso a un balconcino di piazza Lavezzari, in corrispondenza di uno degli accessi al palazzo di giustizia, uno striscione di un rosso stinto dalle intemperie recita ancora “No alla soppressione del tribunale”. È lì da più di dieci anni, portando avanti una battaglia che sembra però essere stata dimenticata dalla città: «Durante la campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale, il tema della sicurezza cittadina è stato ampiamente dibattuto e tutti i candidati alla carica di sindaco hanno avanzato proposte diverse, più o meno idonee, efficaci e realizzabili – commenta Madeo – ho tuttavia constatato che molti non hanno neppure richiamato la possibilità che una risposta concreta ai problemi di sicurezza possa passare dal ripristino e dalla riapertura degli Uffici Giudiziari di Vigevano soppressi, come noto, a seguito del percorso normativo avviato nel 2011. A mio avviso, e non solo, quegli uffici costituivano un segno tangibile della presenza dello Stato e veri presidi di legalità: garantivano una giustizia di prossimità e, soprattutto, una risposta pronta ai fenomeni criminosi. La loro soppressione ha prodotto, e continua a produrre, un impoverimento culturale, sociale ed economico per la città e per l’intero circondario».

I CRITERI Il 3 ottobre 2025 è stato presentato alla Camera dei Deputati il Disegno di Legge n. 2646 sulle “Disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie” assegnato successivamente alla II Commissione (Giustizia), la quale il 27 gennaio scorso ne ha cominciato l’esame. «A seguito di ciò – ricorda Madeo – su mia sollecitazione si è tenuta una riunione presso la sala consiliare del Comune di Vigevano, alla quale hanno partecipato il sindaco Andrea Ceffa, che l’ha convocata, parlamentari, consiglieri regionali e comunali, rappresentanti dell’Aiga. In tale sede, si è convenuto che della questione avesse dovuto interessarsi il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana». Fontana, a febbraio, ha effettivamente chiesto di essere audito in Commissione Giustizia della Camera, «al fine di illustrare le ragioni per il ripristino e la riapertura degli Uffici Giudiziari di Vigevano».

A mio avviso, e non solo – prosegue l’ex presidente dell’Ordine degli avvocati – gli Uffici Giudiziari soppressi di Vigevano possedevano e possiedono tutti i criteri oggettivi e omogenei richiesti dalla norma.

Con riferimento alla possibilità di accorpare territori limitrofi, già più volte indicata e sollecitata dalla Commissione Giustizia del Senato, al Circondario di Vigevano potrebbero essere assegnati i territori dei Comuni del Milanese. «Già nel 2012 Corbetta, Bareggio, Boffalora Sopra Ticino, Marcallo con Casone, Sedriano e Vittuone avevano deliberato a favore dell’accorpamento al Circondario del Tribunale di Vigevano. Nel 2023, alle conferme di quei comuni si sono aggiunte le delibere favorevoli di Magenta, Mesero e Santo Stefano Ticino; il Circondario risulterebbe così a servizio di 74 Comuni e di una popolazione superiore a 360mila abitanti. È inoltre opportuno ricordare che nel territorio dell’ex Circondario, oltre a numerose stazioni dei Carabinieri, sono presenti un Commissariato della Polizia di Stato, due compagnie dei Carabinieri, una compagnia della Guardia di Finanza, una sezione della Polizia Stradale a Vigevano, l’Agenzia delle Entrate e la Casa Circondariale di Vigevano, oggi casa di reclusione».

Alessio Facciolo

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