Aree interne / In diverse realtà mancano anche i medici

Vivere in un comune dell’area interna non è un gioco da ragazzi, specie se si ha bisogno del medico di famiglia e dei mezzi di trasporto. Una situazione che riguarda da vicino ben nove comuni della Lomellina (Borgo San Siro, Ceretto Lomellina, Cozzo, Ferrera Erbognone, Gambarana, Langosco, Suardi, Torre Beretti e Zeme) che, secondo il portale “Cure Primarie” dell’Asst di Pavia, si ritrovano a non avere nemmeno un medico di medicina generale. Un mosaico di realtà diverse accomunate da una stessa difficoltà ovvero garantire servizi essenziali in territori sempre più fragili.

SERVIZI E se la mancanza dei medici è il problema più evidente, con 34 comuni che a loro volta “condividono” uno o più medici di famiglia e solo 9 comuni su 53 totali della Lomellina che hanno dottori al servizio di un solo paese, la progressiva riduzione di trasporti, banche, uffici postali e presidi sanitari rischia di accentuare ulteriormente l’isolamento dei piccoli centri. Un trend negativo che a sua volta non può che rendere sempre più difficile vivere questi centri (soprattutto per le fasce più deboli e chi non ha l’auto per spostarsi) così come rendere più complicato il contrasto allo spopolamento. Basti pensare che in comuni come Gambarana, oltre a non esserci il medico di medicina generale, non c’è una farmacia, né una fermata dell’autobus che collega a centri vicini, né una banca. Solo un piccolo ufficio postale.

TRASPORTI Ma nella Lomellina situazioni di questo genere non sono isolate. Raggiungere o spostarsi in alcuni dei comuni dell’area interna è difficile se non impossibile senza un mezzo proprio. Un anziano o una persona non automunita che volesse andare o spostarsi da Rosasco, Langosco, Cozzo, Ceretto Lomellina solo basandosi su pullman di linea non può farlo perché in questi centri non sono presenti collegamenti, eccetto per Ferrera Erbognone che ha una stazione ferroviaria in cui passa la linea Pavia-Alessandria. E nei comuni dove i trasporti pubblici sono presenti, non sempre le fermate sono ogni ora e si riducono nel periodo non scolastico, ragion per cui spostarsi può essere sempre una sfida.

FARMACIE Ultime, ma non per importanza, le farmacie. Spesso uno dei primi punti di riferimento per i cittadini, non sempre sono presenti nelle aree interne. E se a Gambarana non è presente nemmeno la farmacia, altri piccoli centri possono solo contare su dei dispensari come a Ceretto Lomellina, Cozzo e Langosco, aperti però solo in alcune ore del giorno.

A Velezzo solo il Postamat, ma il paese resiste

velezzo municipio

Entrare a Velezzo in una mattina d’estate significa ritrovare il ritmo lento dei piccoli paesi lomellini.

SOLO IL POSTAMAT Le persiane sono socchiuse per difendersi dal caldo, qualche anziano si ferma a scambiare due parole davanti al municipio. Basta allontanarsi di pochi chilometri da Lomello per capire quanto il patrimonio dei servizi basilari non sia affatto scontato. Qui infatti, oltre al municipio, c’è solo un Postamat che fa da banca e ufficio postale, voluto nel 2019 dal sindaco Luigi Pasqualetto. «In questo modo si possono anche pagare le bollette – spiega il primo cittadino – mentre per quanto riguarda i servizi bancari ormai si fa tutto online, oppure qualcuno prende l’auto e va a Mortara. Per fare il pieno quasi tutti vanno a Cergnago, dove c’è un distributore, e per la farmacia abbiamo Lomello, oppure San Giorgio, dove c’è anche un ambulatorio medico, che è più comodo per chi abita nella frazione di Campalestro.

Devo dire che nessuno dei miei concittadini mi ha mai chiesto di avere questi servizi in paese. Invece ricevo molte segnalazioni da chi vorrebbe almeno un piccolo negozio di alimentari che faccia anche da bar e da punto di ritrovo.

RICHIESTE DI CASE Nonostante a Velezzo non ci siano i servizi principali, molte sono le richieste di chi, da città come Mortara e Vigevano, vorrebbe trasferirsi in questo piccolo paese di nemmeno cento anime. Come mai? «Ricevo moltissime richieste, è vero, soprattutto per case da affittare, ma non abbiamo abitazioni libere. Sarà perché sono attratti dall’isolamento, dalla tranquillità, oppure perché il nostro municipio non ha bisogno di prenotazioni per fare le carte d’identità e altri documenti e il nostro personale è molto accogliente e disponibile». Qual è il servizio di cui ha più bisogno Velezzo? «Ho un grande sogno: vorrei costituire una comunità per persone con disabilità, possibilmente in una casa con un giardino. Qui ce ne sono diverse e danno una tipologia particolare al nostro paesino, che si presta particolarmente a questo servizio perché non ha barriere architettoniche: nel palazzo comunale le abbiamo eliminate quattro anni fa, realizzando uno scivolo sulle scale. Ogni borgo ha una peculiarità e la nostra è l’inclusione. Anche lo studio medico non ha ostacoli, perché si trova al piano terreno. Quella della comunità è una cosa a cui ho sempre pensato molto: ci credo e ci arriverò, devo sistemare giusto un paio di cose».

NIENTE CHIESA Non c’è neanche più la chiesa aperta, perché quella dell’Immacolata Concezione, negli ultimi anni, è stata dichiarata inagibile per problemi strutturali. «La messa viene celebrata a San Giorgio e a Olevano – spiega l’amministratore parrocchiale don Mirko Montagnoli – e da Velezzo viene qualcuno. Io mi occupo di questo paesino dal 2010 e non ho mai sentito nessuno lamentarsi della mancanza di servizi. Evidentemente sono abituati e non trovano nemmeno tanto scomodo spostarsi negli altri paesi con la macchina».

Lomello, la sindaca Ruggia: «L’importante è non perdere la scuola»

A Lomello la sagoma della basilica di Santa Maria Maggiore ricorda che questo borgo, oltre al Castello Crivelli sede del municipio, custodisce uno dei più importanti gioielli del romanico lombardo.

SCUOLA IMPORTANTE Eppure, oltre alla bellezza dei suoi monumenti, c’è un’altra ricchezza di cui il paese può andare fiero: i servizi. «Abbiamo farmacia, ufficio postale, sportello bancario e distributore di carburante – osserva la sindaca Silvia Ruggia, ex insegnante – ma la scuola è altrettanto importante per evitare lo spopolamento e invogliare le giovani famiglie a trasferirsi qui. Lo Stato dovrebbe rivedere il numero minimo degli alunni per classe, portandolo da 15 a 12 o 13, perché la pluriclasse è un deterrente per chi vuole mandare i propri figli a scuola». Una battaglia che l’amministrazione comunale porta avanti da tempo. «Io e altri sindaci dei Comuni limitrofi abbiamo chiesto alla Provincia, attraverso la Regione, di portare questa istanza al Governo. Non serve fare piste ciclabili se poi mancano le persone che devono percorrerle. Capisco che perdere la scuola sia una questione importante per ogni Comune, non solo per Lomello; ma se con lo scuolabus si portano qui anche i ragazzi dei paesi vicini, Lomello potrebbe ampliare il proprio piano dell’offerta formativa».

QUALITA’ DELLA VITA Per la sindaca, mantenere vivi i servizi significa garantire qualità della vita. La farmacia continua a rappresentare un presidio indispensabile, soprattutto per una popolazione sempre più anziana, mentre l’ufficio postale è stato recentemente riqualificato grazie al progetto Polis. Anche sul fronte bancario il paese ha vissuto momenti difficili. «Avevamo due banche e, per fortuna, è rimasta la Popolare di Novara. Quando ha chiuso la Sanpaolo è stata una tragedia». Tra le priorità c’è anche la sicurezza. «Sarebbe necessario potenziare la stazione dei carabinieri di Mede, che oggi è sottodimensionata. Intanto arriveranno due nuovi militari: è già qualcosa, un primo passo per stare più tranquilli». Lomello, però, non vive soltanto dei suoi servizi. Vive anche della sua storia. Alla chiesa barocca di San Michele si affianca il capolavoro romanico della basilica di Santa Maria Maggiore, che ogni anno richiama centinaia di visitatori e appassionati d’arte. Un patrimonio che contribuisce a tenere vivo il paese, anche se il turismo, da solo, non basta.

I servizi ci sono – conferma il parroco don Roberto Signorelli – quello che diminuisce è il commercio, con pochi negozi.

POCHI NEGOZI È il segno di un cambiamento che interessa gran parte dei piccoli centri: resiste un piccolo supermercato, anche se molti abitanti preferiscono raggiungere Mortara, dove la grande distribuzione offre una scelta più ampia e prezzi più convenienti. Ma la presenza dei servizi, da sola, non basta a garantire il futuro. La vera sfida è trasformare un paese ricco di storia in un luogo dove valga la pena costruire una vita.

a cura di Dz, Rz

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