Garlasco, in consiglio comunale il caso amianto

L’amianto torna al centro del dibattito politico. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, infatti, il gruppo di minoranza “Garlasco Civica” ha presentato un’interpellanza per fare il punto sulla presenza di coperture e manufatti di Eternit sul territorio comunale e per capire quali iniziative l’amministrazione intenda adottare per favorirne la rimozione.

INTERVENTO SENTITO A illustrare il documento è stata la consigliera Sara Melotti, che ha affrontato il tema partendo anche da una dolorosa esperienza personale. Il padre della consigliera è infatti scomparso a causa di un mesotelioma pleurico, una delle patologie più gravi legate all’esposizione alle fibre di amianto, malattia che può manifestarsi anche molti anni dopo il contatto con il materiale. Un ricordo che ha reso ancora più sentito il suo intervento in aula. Melotti ha ricordato come Regione Lombardia metta periodicamente a disposizione contributi destinati alla bonifica degli edifici pubblici e ha chiesto se il Comune di Garlasco abbia monitorato la situazione e se intenda cogliere queste opportunità di finanziamento.

FONDI PER BONIFICHE A rispondere alla minoranza è stato l’assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica, Francesco Santagostino:

Al momento – afferma – non risultano edifici pubblici con particolari criticità legate alla presenza di amianto. L’unica struttura che stiamo tenendo sotto osservazione è il capannone degli operai di via Dorno, dove abbiamo commissionato ulteriori verifiche per accertare lo stato di conservazione della copertura.

L’assessore ha ricordato inoltre che negli anni passati erano già stati realizzati diversi interventi di bonifica. Tra questi la sostituzione delle coperture degli spogliatoi degli impianti sportivi e di alcuni edifici scolastici, lavori eseguiti durante la precedente amministrazione guidata da Pietro Francesco Farina proprio con l’obiettivo di eliminare progressivamente i manufatti contenenti amianto.

I PRIVATI Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda gli immobili privati, dove il Comune ha margini di intervento più limitati. «Quando i proprietari non intervengono spontaneamente – ha spiegato Santagostino – vengono attivate le procedure previste dalla normativa per sollecitare la messa in sicurezza o la rimozione delle coperture deteriorate». Sul tema è intervenuta anche la vicesindaca Isabella Panzarasa, titolare della delega all’ambiente, annunciando la volontà di rilanciare un’iniziativa già sperimentata con buoni risultati negli anni scorsi. L’idea è quella di pubblicare una manifestazione d’interesse rivolta alle aziende specializzate nello smaltimento dell’amianto, così da individuare operatori disponibili a praticare tariffe agevolate ai cittadini.

Davide Zardo

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