Grest, vicariato di Cava Manara e Mede / Centri estivi, che cosa resta dopo

Un’esperienza destinata a lasciare il segno dopo molto tempo.

GREST INTENSO Le amicizie, i primi amori, le voci e i legami, tutto questo rimane anche dopo la conclusione del Grest nei vicariati di Mede e di Cava Manara, dove gli animatori e gli educatori hanno vissuto settimane intense, rimanendo al fianco dei bambini per 5 giorni a settimana. La parrocchia Sant’Agostino di Cava Manara lo scorso 3 luglio ha visto gli animatori organizzare uno spettacolo conclusivo di un Grest intenso sì ma emozionante, 5 settimane durante le quali  sono stati organizzati giochi, attività di laboratorio, sono state proposte gite e un’uscita a settimana in piscina. Il Grest di San Martino Siccomario ha avuto un totale di 130 bambini iscritti, mentre quello organizzato dalla parrocchia di Villanova D’Ardenghi quasi 70.

BILANCIO POSITIVO Traendo un bilancio complessivo sull’andamento dei centri estivi, don Renato Passoni, vicario di Cava Manara, ha ribadito gli obiettivi che un oratorio deve raggiungere: «Il Grest è anche un momento di incontro con le famiglie, riusciamo a ricevere da parte loro un giudizio sull’operato delle parrocchie. Poi è vero che le incontriamo anche in altre occasioni, come le feste di compleanno. Dal numero di iscrizioni, dalla partecipazione dei ragazzi possiamo capire se l’oratorio è ancora vicino ai più giovani e alle loro esigenze, visto che esistono comunque altre realtà che, anche se in modo differente, si pongono gli stessi obiettivi, vale a dire il bene dei ragazzi». Non può esistere un centro estivo nel quale non si insegni

l’amore e il rispetto per il prossimo. Durante queste settimane abbiamo lavorato e insistito parecchio su questo aspetto che ritengo di fondamentale importanza.

Inizierà l’ultima settimana di agosto e finirà la prima di settembre: l’anno scorso aveva registrato una sessantina di iscritti, tra bambini e animatori, anche perché intercetta le esigenze di famiglie che tornano al lavoro prima della ripresa della scuola. E’ previsto anche un servizio di pulmino che da Cava porterà a Mezzana Corti i ragazzi che decideranno di partecipare al centro estivo di settembre. Di fatto sarà un’opportunità di trascorrere insieme e in compagnia le giornate che antecedono la ripresa delle lezioni scolastiche. Si giocherà, ma gli animatori saranno a disposizione anche per aiutare chiunque avesse bisogno di una mano per finire i compiti delle vacanze estive e affrontare al meglio il nuovo anno scolastico.

A MEDE Un Grest unico, travolgente e indimenticabile, quello del vicariato di Mede. E anche se il suo capitolo si è chiuso, bambini e animatori viaggeranno ognuno per la propria strada non solo con il cuore pieno di nostalgia e gioia ma anche con un bagaglio diverso, pieno di profonde condivisioni, nuove amicizie, ricordi indelebili, insegnamenti preziosi. Molto importanti il pranzo e la merenda, per la loro potenzialità di incremento della socializzazione. Nel complesso, un’esperienza che per il vicariato di Mede segna senza ombra di dubbio un punteggio favorevole come quello che ha permesso a chi è arrivato al primo posto nei giochi a squadre di assaporare la vittoria. Soddisfazione anche a Pieve del Cairo con 45 iscritti e 15 animatori, e a Frascarolo con 50 bambini e 15 educatori.

Un clima di fiducia dalle famiglie

Un clima di fiducia da parte delle famiglie. È l’atmosfera del Grest che si respira nel vicariato di Mede, con le parrocchie di Acqualunga, Balossa Bigli, Breme, Castellaro de’ Giorgi, Ferrera Erbognone, Frascarolo, Galliavola e Gallia, Gambarana, Lomello, Mede, Mezzana Bigli, Pieve del Cairo, Sannazaro de’ Burgondi, Sartirana Lomellina, Scaldasole, Semiana, Suardi, Torre Beretti e Castellaro, Valle Lomellina, Villabiscossi. «Le famiglie si fidano dell’oratorio — spiega il vicario foraneo don Roberto Signorelli, parroco di Lomello — anche se è vero che ne hanno comunque bisogno per affidare a qualcuno i figli mentre loro lavorano, con i nostri animatori che si sono messi a completa disposizione. Il Grest è un’occasione di crescita anche per gli educatori, gli animatori e tutti quegli adulti che si mettono a disposizione per aiutare in cucina, nei trasporti, nelle pulizie e in diversi altri ambiti. Chissà, soprattutto per i ragazzi, che il loro percorso futuro si realizzi in un cammino che copra tutto l’anno, non solo il periodo estivo.

L’attenzione alle nuove generazioni è un’esperienza entusiasmante, che dura tutto l’anno, non si esaurisce davvero mai e questo per noi significa davvero molto.

Dopo il Grest viene organizzato il campo in montagna per una settimana, e nel periodo scolastico in oratorio è disponibile uno spazio per fare i compiti in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico, animatori e volontari a disposizione per ultimare i compiti. «Per il resto il vicariato di Mede sta cercando di attuare le linee guida del piano pastorale: le Caritas delle Unità pastorali, attraverso i centri d’ascolto, sono attente al contrasto delle povertà e all’aiuto per i bisognosi; dai corsi di preparazione al matrimonio sono nati gli incontri del Gruppo famiglie che coinvolgono anche i giovani. Una categoria da tutelare, poi, è quella degli anziani, che rappresentano ormai la fascia d’età più numerosa. Questo è un possibile oggetto di riflessione, c’è qualche progetto in più settori, con piccoli segni negli ambiti individuati del Sinodo».

Più opportunità per i giovani, in oratorio e nella vicina Pavia

Il vicariato di Cava Manara si trova proprio al confine tra la Lomellina e il territorio pavese.

VICINANZA CON PAVIA È un territorio che, geograficamente parlando, risente molto di questa sua posizione. Tante le sfide da affrontare, ma anche tanta la voglia di fare rete: «Gli oratori ricoprono un ruolo importante nella lotta all’isolamente sociale – racconta don Renato Passoni, da quasi un anno vicario di Cava Manara – e determinante è l’impegno dei giovani che frequentano il catechismo a Cava Manara, grazie a loro sono state potenziate le strutture dell’oratorio, l’animazione estiva (Grest) e non ultimo il coordinamento dei giovani educatori per contrastare l’isolamento sociale delle nuove generazioni. L’attenzione nei confronti dei ragazzi e delle loro esigenze. Per divertirsi possono raggiungere abbastanza facilmente Pavia, che offre tante opportunità di svago per loro».

I BISOGNI Di che cosa avrebbe più bisogno la comunità in generale? «In questo momento – risponde don Passoni – di consolidare le relazioni interpersonali e di far crescere il senso dell’appartenenza, anche perché abbiamo tre parrocchie e quindi tre storie diverse. Come per tante altre realtà è importante che cresca il legame all’interno ma anche la capacità di testimoniare all’esterno il nostro essere cristiani. Il problema del calo di partecipazione c’è, e abbiamo bisogno di più persone, anche se quelle che ci sono si danno molto da fare.

Tutto sommato sono parrocchie con la loro vitalità, e anche se è sempre possibile migliorare, si può essere soddisfatti.

LA CARITAS Il vicariato può contare su due gruppi di animazione liturgica, sulla Caritas vicariale che da 10 anni assiste 80 gruppi familiari (circa 200 persone) e che è il fiore all’occhiello della comunità: «La Caritas è un punto di riferimento per tutti – continua don Passoni – svolge tante attività tra cui il centro di ascolto territoriale, gestito da volontari per raccogliere richieste di aiuto legate a difficoltà economiche e disagi personali. Contrasta quotidianamente le nuove forme di povertà con interventi mirati per famiglie in difficoltà, solitudine ed emersione di problematiche sociali diffuse, come la ludopatia. Il sostegno materiale, come i pacchi alimentari o i beni di prima necessità, non basta. La nostra missione primaria resta l’ascolto: offrire un punto di riferimento umano a chi spesso si sente invisibile e non viene preso in considerazione da nessuno».

Edoardo Varese, Davide Zardo

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