Carovita / In Provincia è allarme lavoro povero

Contrastare la speculazione con azioni di controllo, rilanciare la contrattazione di secondo livello, capitalizzando le norme che tutelano i lavoratori e migliorare la qualità dell’offerta lavorativa sul territorio pavese.

LAVORO POVERO Sono queste alcune delle proposte dei sindacati per far fronte al carovita e all’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e aiutare quei lavoratori che faticano a sostenere queste spese. «Il punto di partenza è migliorare la qualità del lavoro – spiega Marco Contessa, segretario di Cisl Pavia Lodi – noi abbiamo alcune realtà, tra cui la logistica, la ristorazione, i servizi di pulizia che, per le loro peculiarità lavorative spesso a chiamata, offrono un impiego, ma è un impiego di poche ore settimanali, con una retribuzione relativamente bassa. Il lavoro povero è un tema che le organizzazioni sindacali devono affrontare per garantire un lavoro di qualità, che dia modo a tutti di arrivare con più tranquillità alla fine del mese». Inoltre, Cisl Pavia propone di lavorare su accordi di secondo livello che utilizzano «formule welfare territoriale – continua Contessa – quindi buoni spesa, buoni carburante, erogazione di forme di welfare che premiano i risultati aziendali. Bisogna tentare di capitalizzare quelle norme che vanno a vantaggio dei lavoratori. Certamente bisogna evitare che questi momenti di disagio sociale territoriale diventino speculazioni che ricadono sui lavoratori e sui cittadini.

Controlli sulla benzina, sul gasolio e sui beni che hanno incidenza diretta sull’aumento del costo della vita, che resta comunque connesso ad altri temi, tra cui la qualità del lavoro, i salari, le politiche sul lavoro.

PIANIFICAZIONE Secondo la Cgil per aiutare le aziende del territorio servono programmi di pianificazione a medio e lungo termine per «affrontare il costo energetico – spiega Massimo Balzarini, referente di Cgil Pavia Lomellina – più volte abbiamo chiesto alle istituzioni, tra cui la Regione, di avere un occhio di riguardo nei confronti della nostra provincia. Entrare in progetti di rilancio di alcuni settori strategici sarebbe fondamentale per le aziende della provincia di Pavia. Il costo dell’energia sta avendo un impatto molto importante sia sui lavoratori in quanto cittadini, perché per andare a lavoro pagano la benzina e le bollette, e ovviamente sulle aziende, perché anche le imprese hanno costi energetici da sostenere. La benzina continua ad avere mediamente un costo alto. Chi ha auto ibride magari percepisce meno questa cosa, ma chi ha un’auto vecchia e non ha la disponibilità economica per cambiarla, evidentemente ne risente di più. Il danno economico colpisce maggiormente le fasce più deboli».

STIPENDI MIGLIORI Anche secondo Uil Pavia per consentire ai lavoratori di far fronte al carovita è necessaria un’occupazione di qualità, sicura, adeguatamente retributiva e capace di restituire prospettive al territorio pavese. «Nel nostro territorio – evidenzia Carlo Barbieri, segretario di Uil Pavia – la precarietà è ormai una realtà strutturale: il 19.42% dei contratti è a tempo determinato. Ci troviamo ancora davanti a un fenomeno diffuso di “lavoro povero”, in cui anche chi possiede un’occupazione percepisce una retribuzione media annua limitata a soli 11.392 euro, una cifra che fatica a garantire la tenuta del potere d’acquisto, in un contesto territoriale segnato anche da un progressivo invecchiamento della popolazione. Pertanto è indispensabile invertire la rotta puntando su contratti stabili, così come risorse concrete per le politiche attive. Le criticità pavesi si inseriscono in una cornice regionale in cui la produttività complessiva non riesce a tradursi in un miglioramento generale delle condizioni economiche dei lavoratori. La spinta verso contratti spezzettati, somministrati e brevi sta minando le basi della tenuta sociale».

Edoardo Varese

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