Le stazioni sono un luogo di incontro tra le persone, i loro diversi percorsi e il bagaglio delle loro storie ed esperienze, che a volte si uniscono per percorre un viaggio insieme, in fondo non sono poi così dissimili da un gruppo musicale, una analogia che sembrano aver fatta propria i RogoredoFS, vengono infatti da luoghi ed esperienze diverse, ma tutti e cinque hanno trovato la loro fermata alla stazione di Rogoredo.
La band nasce nel 2017 da Armando Rossi (voce e chitarra) e Jacopo Poppi (synth e piano) tra le aule dell’Università di Pavia, nel 2020 si unisce alla formazione Riccardo Senna (basso), e infine nel 2025 si sono aggiunti Marco Gazzoni (batteria) e Marina Borlini (chitarra). Nel mezzo, il primo disco: “Retrovie Dello Stato” uscito nel 2022, seguito da “Alternativo A Cosa?” uscito il 16 luglio di quest’anno e anticipato dai singoli “Fashipster” e “Homo Erectus”. Si parte con “Suite Lanosa” un intro rock lento e inarrestabile, “Zyggurat” alterna sonorità che nei ritmi e nelle melodie richiamano sonorità il mediorientali, con un ritornello pop-rock legato dal suono dei sintetizzatori, che a tratti mi ha ricordato i Bluvertigo. Con “Homo Erectus” e la title-track si torna nei lidi del rock garage, con chitarre distorte e un incedere lento e inesorabile. Con “S.M.C.” la band si lancia in una cupa ballata, che mi ha ricordato i primi lavori di Vasco Brondi. Se prosegue con “Rottami”, il cui intro voce e piano ci illude di trovarci in un momento di decompressione del disco, che invece si trasforma subito in un veloce brano punk-rock, in chiusura tornano voce e piano per accompagnarci verso “L’Abisso” un brano rock melodico e atmosferico.
Segue il garage rock di “Fashipster”, un brano che vuole mostrare le assurdità dell’attivismo performativo, che non sfigurerebbe nel repertorio di Niccolò Contessa. Con “Liturgia” invece torniamo al cantautorato italiano anni ‘70 m “760mmHg”, “Caronte” e “Mammuth” chiudono il disco, tre brani diversissimi che sono un esempio dell’ecletticità del gruppo. “Alternativo A Cosa?” non è solo il titolo del disco, la band stessa si definisce di rock alternativo (a cosa?), e in fondo hanno ragione, quando le influenze sono così disparate e frammentarie tutto è alternativo e niente lo è davvero, il disco ne è la prova, post-punk, musica elettronica, cantautorato italiano sono solo alcune delle molteplici influenze della band. Se vi hanno incuriosito, trovate i RogoredoFS su tutte le principali piattaforme di streaming e sulla playlist della rubrica.
Cesare Bonomi, musicista


