Mede: addio ad Antonia Cattaneo, anima dell’Amisani

Con Antonia Cattaneo se ne va una parte della memoria artistica e culturale di Mede. È morta sabato 12 settembre, lasciando il marito Enrico Baldi, pittore, e la figlia Francesca, attuale presidente del Circolo artistico culturale «Giuseppe Amisani».

MEMORIA STORICA Dietro di sé lascia una lunga storia fatta di colori, ritratti, amicizie e soprattutto di quel legame profondo con il Circolo che aveva accompagnato per oltre mezzo secolo la sua vita. Antonia, che era stata maestra elementare, era entrata nel Circolo nell’agosto del 1971, pochi mesi dopo la sua fondazione, avvenuta il 6 gennaio dello stesso anno. Da allora l’Amisani era diventato per lei molto più di un luogo dove incontrarsi e parlare d’arte: era una seconda casa, una comunità di persone unite dalla passione per la pittura e dal desiderio di mantenere viva la cultura a Mede. Nel corso degli anni ne aveva seguito la storia, le mostre, le iniziative e le trasformazioni, fino a ricoprire l’incarico di segretaria e a essere riconosciuta come una delle figure storiche del sodalizio.

IL RITRATTO Pittrice, Antonia aveva una particolare sensibilità per il ritratto, realizzato soprattutto a pastello. Nei suoi lavori cercava il volto delle persone, ma anche qualcosa che andasse oltre la semplice somiglianza: uno sguardo, un’espressione, una presenza. Nel 2022 aveva realizzato il ritratto di Mauro Ottonelli, in occasione del conferimento della Gran Croce di Mede, un’opera che testimonia la sua capacità di trasformare una persona in un’immagine capace di conservarne la memoria.

L’ALTRA ANTONIA Ma c’era un’altra Antonia, quella che forse oggi mancherà ancora di più: la donna capace di raccontare. Sul sito dell’Amisani sono rimasti alcuni suoi scritti dedicati alla Mede di un tempo. In «Natale», ambientato nel 1957, e in «Una foto racconta», legato a un ricordo del 1956, riaffiorano persone, atmosfere e piccoli episodi di una città che non c’è più. Erano racconti semplici e proprio per questo preziosi, perché affidavano alla memoria ciò che altrimenti rischiava di scomparire. La sua vicenda personale si intreccia così con quella del Circolo Amisani e con la storia di Mede. Cinquantacinque anni sono una vita intera.

FEDELTÀ E in quella lunga fedeltà c’è forse il significato più autentico del suo impegno: esserci. Continuare a dipingere, a raccontare, a partecipare, a custodire rapporti e ricordi. Oggi che Antonia non c’è più, rimangono i suoi quadri, le sue parole e soprattutto le tante persone che l’hanno conosciuta. Rimane anche l’Amisani, che in lei ha avuto per più di mezzo secolo non soltanto un’artista, ma una presenza discreta e tenace, una memoria vivente della propria storia. Il rosario sarà recitato lunedì alle ore 18, mentre il funerale si terrà martedì alle 14.30. E forse è proprio questo il modo più bello per salutarla: pensare ad Antonia ancora lì, davanti a una tela, con un pastello tra le dita e un volto da restituire alla luce. Perché l’arte, quando è davvero amata, ha anche questo piccolo miracolo: permette alle persone di continuare a vivere nei colori e nei ricordi di chi resta.

Davide Zardo

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