Recuperare San Dionigi. È l’ambizioso obiettivo del comitato “La Mortara che vorrei”, da poco costituito. La chiesa sconsacrata dedicata a San Dionigi è di origine medievale e la sua costruzione è antecedente alla vicina San Lorenzo. La storia racconta che in seguito ad un furto sacrilego subito dopo l’ultima guerra, la chiesa venne sconsacrata e poi come spesso accade ai gioielli italiani è stata abbandonata al suo destino. «Negli ultimi giorni – raccontano i portavoce del comitato – abbiamo letto sui giornali locali la proposta di Italia Nostra di votarla all’interno di una graduatoria dei luoghi del cuore del Fai, Fondo Ambiente Italia. Obiettivo: farla conoscere ed ottenere i finanziamenti necessari al suo recupero. Non tutti i mortaresi conoscono la sua storia ed in particolare che essa fa parte integrante del museo della “Collegiata di San Lorenzo e di San Dionigi”, scelta che risale al novembre del 2004». Uno spazio museale che potrebbe diventare più completo se si riuscisse a far tornare in vita anche l’ex chiesa di San Dionigi. Italia Nostra spiega che esiste già un progetto di recupero e con esso l’opportunità di ampliare il museo con le opere esistenti. Per farlo diventare un luogo di cultura non solo per gli storici, ma per tutta la popolazione. Era previsto nel progetto anche un collegamento diretto tra le due Chiese e l’utilizzo della piazzetta antistante San Dionigi per esporre reperti lapidei di valore. «Ricordiamo tra l’altro che materiale museale molto interessante si trova ora all’interno di alcune stanze del Palazzo Lateranense, con reperti raccolti dall’ex segretario comunale Battaglia. L’idea di dotare la città di un museo a noi piace molto» Un museo che naturalmente non dovrà essere un semplice deposito di oggetti ma che sull’esperienza attrattiva che hanno assunto ad esempio i musei milanesi, potrebbe diventare interattivo. Al servizio degli studiosi, degli storici, degli studenti, di tutti coloro che amano la propria città, la sua storia, la sua memoria. «Abbiamo interpellato il professor Marco Savini di Vigevano che aveva contribuito con un forte impegno personale a creare il Museo di arte e tradizione contadina di Olevano. Ci ha raccontato del suo interesse e della possibilità di farlo diventare un museo della cultura lomellina, integrato con gli altri musei del territorio. In esso potrebbero trovare spazio anche archivi e documenti sul tema dell’acqua nella quale siamo immersi, della cultura contadina, della storia della Via Francigena. Non ultimo potrebbe ospitare la raccolta dei diari delle mondine, un archivio gelosamente custodito dalle Suore Pianzoline. Per questo motivo invitiamo tutti i nostri amici a sostenere la proposta e a votarlo a questo link: https://www.fondo ambiente.it/luoghi/chiesa-sconsacrata-di-san-dionigi?ldc».


