Un madrigale del ‘500 composto da Pietro Trossarello e dedicato ad Alessandro Crivelli, conte di Lomello, in occasione della sua nomina a cardinale.
IL MADRIGALE È il brano a sei voci “Laeta dies nobis”, che sarà eseguito in prima assoluta dal Chorus Sancti Laurenti stasera, venerdì 15 novembre, alle 21, nell’ex oratorio di San Rocco a Lomello, a cura della Pro loco e dell’associazione “Amici del castello Crivelli”. Dirigerà Yuko Boverio con l’accompagnamento di Yoko Noda al pianoforte. L’esecuzione sarà preceduta dall’introduzione storica di Gabriele Prinelli, presidente della Pro loco, che insieme al padre Giovanni Elia ha curato la trascrizione e la stampa della partitura revisionata da Luca Colombo, musicista attivo anche come docente nell’ambito della polifonia cinquecentesca.
BRANO DEL 1570 «L’originale della composizione – spiega Gabriele Prinelli – è stato pubblicato nel 1570 dal tipografo milanese Pietro Gottardo Ponzio, la cui famiglia di stampatori lavorava anche per l’Arcivescovado del capoluogo lombardo. Ci siamo imbattuti nel brano durante una ricerca su una serie di madrigali composti da Trossarello (un canonico di Acqui Terme) per prelati piemontesi e urbinati, abbiamo contattato l’Università di Upsala, in Svezia, dove è conservata la stampa originale, e ce ne hanno mandato una copia. É una bella edizione con pochissimi errori, cosa rara per quel tempo.
PRIMA ASSOLUTA Il concerto a Lomello sarà una prima assoluta, e celebra degnamente il 450° della morte del conte Crivelli, avvenuta il 22 dicembre 1574: verrà registrato anche un cd. Quando abbiamo proposto la cosa al coro Sancti Laurentii hanno accettato con entusiasmo. Abbiamo anche scoperto una composizione dedicata al figlio di Alessandro, in occasione della sua nomina a marchese di Canelli, ma la teniamo in serbo per i prossimi mesi. In questo lavoro di ricerca siamo stati aiutati dal musicologo Stefano Baldi, che sulla vita e sulle opere di Trossarello ha compiuto studi approfonditi». Ad Alessandro Crivelli (1511-1574), conte di Dorno e di Lomello, si deve la trasformazione del castello di Lomello in villa rinascimentale con gli affreschi datati intorno al 1560 circa e tanto apprezzati dai turisti che visitano Lomello durante l’anno.
Davide Zardo

