Ci siamo: tutto è pronto per dare inizio alla festa di S. Bernardo 2026. Organizzato dalla Confraternita del Ss. Crocifisso di S. Bernardo, con il patrocinio dell’amministrazione cittadina, quello dedicato al santo di Chiaravalle è uno dei momenti più caratteristici della città ducale, una tradizione secolare che ha il suo culmine nel rogo del diavolo Berlic, davanti alla chiesetta di corso Garibaldi.
DIAVOLO INFLUENCER A parlare di questa tradizione sono Enrico Platti, presidente della Confraternita del SS. Crocifisso di S. Bernardo, e Mauro Banzola, presidente dell’Associazione “Cantica Organi” ma che, quest’anno, oltre a dedicarsi all’organizzazione delle parentesi musicali è protagonista di un aspetto curioso: è stato proprio lui, difatti, a realizzare Berlic edizione 2026, un diavolo tutto da scoprire. «“Temptation Diablo”, il Berlic edizione 2026, è un satanasso giovane e influencer, legato al mondo dei social – spiega Banzola – Sul forcone tiene infatti uno smartphone e sull’altra mano un bastone per i selfie con altro telefono. Le corna sono trasformate in antenne radiotelevisive, e sul corpo abbiamo i loghi dei social più famosi, tra cui quello “hot” di Onlyfans. Il viso è ispirato al mondo fantasy dei troll, e ai personaggi-diavolo della serie d’animazione di Prime Video “Hazbin Hotel” e al suo spin off “Helluva Boss”.
Sul mantello abbiamo i sette peccati capitali moderni legati al mondo social, e di cui poco si parla: vanagloria, invidia, gelosia, vilipendio, diffamazione, odio seriale, lussuria digitale.

LA MUSICA Sarà, come si può comprendere un edizione del tutto particolare. Enrico Platti sottolinea: «È proprio così. Non mancheranno le elevazioni musicali: a iniziare da quella di Alessandro Giulini, per non dimenticare dopo la pomeridiana passeggiata del diavolo per le vie cittadine, l’elevazione musicale di venerdì 4 settembre alla ore 21.30 “Lux Vivens” inni e canti sacri di Hildegard von Bingern proposta dall’Ensemble covale “Scivias” diretta da Alberto Guaschi, con Lucia Cervo soprano, Riccardo Miracca strumentista. Conosceremo, quindi, anche la figura di Ildegarda che ha insegnato ad esprimere l’amore a Dio attraverso il canto. Con ogni probabilità è la prima donna musicista della storia cristiana. Suoi i versi, sua la melodia, prime esecutrici le monache di Bingen; poi quelle di Eibingen, e di tanti altri monasteri benedettini. La musica di Ildegarda, dopo novecento anni, si fa nuovamente sentire ai tempi nostri, ripresa e divulgata dall’industria discografica. Non è tutto: «Da quest’anno si premierà un artista che con la sua fantasia ha messo in risalto la figura del Santo. È stato scelto l’artista Vincenzo Pellitta, di uno dei suoi quadri più rappresentativi ne sono state realizzate 60 stampe, e sarà possibile averne una facendo un’offerta che sarà destinata alla manutenzione della chiesa».
LA SERATA Non resta che attendere qualche giorno per entrare nel vivo delle celebrazioni, così care ai vigevanesi che tornando dalla ferie non mancano di partecipare ai momenti liturgici o folkloristici. Domenica 6 settembre sarà celebrata la messa solenne, alle ore 9, celebrata da Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano, animata dall’Associazione Cantica Organi di Vigevano. La notte prima, sabato 5 settembre, invece la città sarà animata dal Rogo del Diavolo alle 21.45: un momento che con banchetti, stand e artisti coinvolgerà per tutta la sera il centro storico.
Isabella Giardini


