«Ho chiesto al presidente della Provincia di Pavia, Giovanni Palli, di poter condividere il cronoprogramma dei lavori con un tecnico dei nostri uffici, ottenendo un consenso orale, ma non ancora un contatto ufficiale. La rassicurazione che
ho ricevuto, oralmente, conferma la fine lavori nel mese di novembre. Ciò a cui punto non è tanto la data di fine lavori, quanto la condivisione del cronoprogramma, che al momento è rimasta solo una promessa».
PREVIDE ALZA I TONI Con questa affilata sortita, il sindaco di Vigevano Paolo Previde Massara alza di nuovo i toni della polemica sulle tempistiche dei cantieri provinciali. Si tratta dell’ennesimo capitolo, tutt’altro che distensivo, del braccio di ferro iniziato a metà giugno con l’amministrazione provinciale e il suo presidente. Un contenzioso a distanza che continua a far scintille.
LA RISPOSTA Da Piazza Italia, la risposta in parte conferma quello detto dal sindaco di Vigevano:
Gli è stato anticipato per le vie brevi in un colloquio sotto il profilo istituzionale a fine luglio. Ora il tutto verrà formalizzato a breve.
POLEMICA CONTINUA distanza di mesi dalle prime scaramucce estive, il nodo centrale del contendere resta infatti sempre lo stesso: la sfiducia nei confronti di una gestione che procede per annunci informali e impegni non scritti. Dagli uffici di Pavia continuano a rimpallare rassicurazioni puramente verbali — compresa la fatidica dead line per l’ultimazione dell’opera, fissata “a voce” entro il mese di novembre —, ma all’atto pratico sulla scrivania del municipio non è ancora arrivato un solo documento ufficiale protocollato. Ed è proprio qui che il primo cittadino assesta la sua stoccata più pungente: non è tanto la data di fine lavori a fare la differenza, né si vuole fare la caccia al giorno segnato sul calendario. La vera questione è di metodo e il rispetto istituzionale: Vigevano pretende trasparenza, certezza nei passaggi intermedi e la presenza formale di un proprio tecnico di fiducia al tavolo del cronoprogramma, così da poter verificare passo dopo passo la reale progressione dei cantieri.

IL MESSAGGIO Insomma, il messaggio inviato a Piazza Italia è chiaro e senza filtri: le strette di mano e i “si figuri” informali appartengono al passato; ora servono carte trasparenti e impegni formali, perché le semplici promesse orali non bastano più a rassicurare la giunta né, tantomeno, a placare l’esasperazione dei cittadini. La telenovela continua.
Massimo Sala


